Libertà di stampa

480 giornalisti per Jan Kuciak: noi non dimentichiamo

«Un anno fa hanno ucciso un collega e la sua fidanzata. Non abbiamo dimenticato. E non andremo da nessuna parte”

Fra il 18 e il 21 febbraio 2019, a un anno dall’assassinio di Jan Kuciak e della sua fidanzata, in Slovacchia più di 480 giornalisti hanno firmato una dichiarazione intitolata “Nezabúdame” (Non dimentichiamo). (vedi le firme)

Questo il testo:

«Il dolore e l’angoscia non sono andati via. Non abbiamo perso, tuttavia, la determinazione a continuare il lavoro di Ján e proseguire a scoprire il velo sulle frodi, la corruzione e la lordura che hanno portato a due assassinii a sangue freddo. Oggi probabilmente sappiamo chi sono gli assassini e sembra che sappiamo anche chi ha ordinato l’assassinio. Ma ancora non sappiamo se fosse il solo».

«Nella polizia, nella procura e direttamente nel governo sedevano e ancora siedono persone che non hanno voluto proteggere Ján e i giornalisti, perché proteggevano coloro su cui lui ha scritto e su cui noi ancora scriviamo. Abbiamo scoperto che Ján, così come altri giornalisti, erano pedinati. Che stavano preparando anche altri omicidi».

I giornalisti spiegano che comunque loro non si sono fatti intimorire, faranno ancora domande e  investigheranno ancora, in modo che il pubblico sappia se l’indagine è indipendente. Un anno dopo l’omicidio, tuttavia, constatano il fatto «che le persone in Slovacchia si preoccupano di questo. Che non lasceranno devastare completamente il paese come da un tornado». «Un anno fa ci hanno ucciso un collega e con lui la sua fidanzata. Non abbiamo dimenticato. E non andremo da nessuna parte».

ASP

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