8 Marzo. Croniste considerate due volte bersaglio

La campagna promossa da Ossigeno sui social network per la Giornata Internazionale della donna 2020 ha raggiunto 14 mila persone

Ciò che raccontano le donne spesso è scomodo. Vale anche per le giornaliste e la loro professione. I dati di Ossigeno evidenziano che molte croniste sono ancora oggi bersaglio di intimidazioni, minacce, violenze. Sono un doppio bersaglio: perché raccontano la verità e in quanto donne.

In occasione della Giornata Internazionale della donna 2020, Ossigeno ha richiamato le storie di alcune giornaliste minacciate, intimidite, insultate in Italia, storie che l’Osservatorio ha registrato
nel corso degli ultimi dodici mesi. Insieme ai nomi e alle vicende che hanno visto protagoniste giornaliste di tutta Italia, ha ricapitolato i dati statistici che le riguardano: nel 2019 il 23% degli operatori dell’informazione minacciati o aggrediti era rappresentato da donne; il 45% degli attacchi registrati nei loro confronti è stato classificato fra gli “avvertimenti”, il 33% come “abuso di denunce e azioni legali”, il 12% fra i “danneggiamenti”, infine il 10% fra le “aggressioni”.

La campagna #QuelloCheLeDonneRaccontano è stata promossa sui canali social di Ossigeno per l’informazione e ha avuto un’eco significativa nelle giornate del 7, 8 e 9 marzo: 30 i post e i tweet pubblicati, quasi 14 mila persone raggiunte su Facebook e 9mila visualizzazioni su Twitter. Molte giornaliste hanno rilanciato la campagna, ponendo l’attenzione non solo sul proprio caso personale ma sul più generale tema della libertà di informazione e del rispetto delle donne.

GPA

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