Memoria

Andy Rocchelli. La Cassazione conferma l’assoluzione di Vitaly Markiv, l’unico imputato

In primo grado era stato condannato a 24 anni. La Suprema Corte ha confermato la sentenza d’Appello che ha individuato un vizio di forma. Nessun colpevole per la morte del fotoreporter

OSSIGENO 9 dicembre 2021 – La  giustizia italiana non è riuscita ad accertare le responsabilità per la morte di Andy Rocchelli, fotoreporter pavese ucciso sotto un fuoco di mortai il 24 maggio 2014 nel Donbass (Ucraina), dove era impegnato a documentare giornalisticamente le violenze contro i civili durante gli scontri armati fra militari governativi e indipendentisti filo-russi.

La Corte di Cassazione ha confermato, il 9 dicembre 2021, l’assoluzione dell’italo-ucraino Vitaly Markiv, decretata dalla Corte d’Appello di Milano. Era l’unico imputato.

Vitaly Markiv è cresciuto in Italia. Nel 2014 era un militare, si era arruolato nella Guardia Nazionale Ucraina. Il 12 luglio 2019 il Tribunale di Pavia lo aveva condannato a 24 anni di reclusione per concorso in omicidio. Il processo chiamava in causa anche lo Stato ucraino.

La condanna era stata poi annullata, il 3 novembre 2020, dalla Corte d’Appello di Milano, per un vizio di forma nell’acquisizione delle prove. In Cassazione la pubblica accusa aveva chiesto di rifare il processo di appello.

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GB

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