Libertà di stampa

Allarmi contro querele e cause temerarie che in Europa si chiamano SLAPP

OSSIGENO – 4 MARZO 2021 – Ossigeno ha sottoscritto le richieste rivolte al Consiglio d’Europa e all’Unione Europea per tutelare la libertà di stampa e di espressione e il diritto all’informazione e ha chiesto meno reticenza sulle violazioni riscontrate in Italia 

Il tema delle querele e delle cause civili temerarie nei confronti dei giornalisti, che in inglese si definiscono con  il significativo acronimo SLAPPs (Strategic Lawsuit against Public Partecipation),  è al centro di importanti iniziative delle organizzazioni internazionali per la libertà di stampa, che pongono il tema all’attenzione delle istituzioni europee.

DECINE DI FIRME – In particolare, sono decine le organizzazione per la tutela della libertà di stampa, tra cui anche Ossigeno per l’informazione, che firmano un appello al Consiglio d’Europa affinché agisca urgentemente per garantire misure legislative adeguate, nei diversi stati membri, per frenare questo fenomeno.

GLI ABUSI AUMENTANO – Un crescente numero di casi – vi si legge, citando indagini che dimostrano la crescente importanza di una prassi sempre denunciata da Ossigeno – dimostra un aumento nell’uso delle SLAPPs nel Continente, e mette in evidenza il devastante impatto che queste tattiche di abuso dei mezzi giudiziari hanno sui “cani da guardia” del diritto pubblico all’informazione.

MANCA UNO STANDARD – “L’Unione europea – sottolinea l’appello – ha riconosciuto il problema e sta esplorando i modi per affrontarlo. Al momento, comunque, non esistono specifici standard europei per i diritti umani per guidare l’Unione nel prendere misure” adeguate di fronte a un problema che si manifesta in modo grave anche in Paesi europei che non appartengono all’Unione.

TOCCA AL CONSIGLIO D’EUROPA – Da qui dunque l’urgente necessità di nuovi strumenti legislativi: “Non esiste in Europa alcuna specifica legge anti-SLAPP – prosegue la nota – e le garanzie contro questo abuso procedurale sono spesso limitate. Compete dunque al Consiglio d’Europa (principale organizzazione di difesa dei diritti umani nel continente cui aderiscono 47 Paesi, ndr)  affrontare questo problema e guidare i suoi membri per assicurare la piena e coerente applicazione  dei principi applicati dalla Corte europea per i diritti umani”.

UNA DIRETTIVA EUROPEA – Ossigeno per l’Informazione è  tra le circa 60 organizzazioni firmatarie firmatari del modello di direttiva anti-Slapps lanciata prima del varo, il 3 dicembre 2020, dello European Democracy Action Plan (EDAP), con cui la Commissione si impegnava, nell’ambito dei suoi programmi per difendere il pluralismo e la libertà dei media, a “proporre una raccomandazione per la sicurezza dei giornalisti e presentare un’iniziativa per frenare l’abuso dei procedimenti giudiziari contro la pubblica partecipazione (SLAPPs)”.

IL RAPPORTO SULLO STATO DI DIRITTO – Sempre sul fronte europeo, si sta concludendo la prima fase operativa –quella della consultazione con gli stati membri ed i soggetti interessati – per la preparazione del prossimo rapporto della Commissione europea sull’adozione dello Stato di diritto nell’Unione. Si tratterà del secondo rapporto voluto dalla Commissione diretta da Ursula von der Leyern, dopo quello pubblicato il 30 settembre 2020  (LEGGI).

RETICENZE SULL’ITALIA – In quell’occasione, Ossigeno per l’Informazione aveva apprezzato l’iniziativa della Commissione, in particolare per la scelta di vedere nel diritto all’informazione un parametro rilevante per valutare un paese, cui condizionare anche l‘erogazione dei fondi europei. Al tempo stesso però, per quanto riguarda l’Italia, Ossigeno aveva dovuto constatare che nel rapporto vi sono ampie e ingiustificabili reticenze sulle violazioni del diritto all’informazione: nel citare infatti solo 12 casi di minacce ai giornalisti tra il 2019 and 2020, il rapporto non tiene conto del numero delle violazioni accertate e documentate dall’Osservatorio Ossigeno e dallo stesso ministero dell’Interno italiano, preferendo citare centri di osservazione che segnalano molte meno violazioni.

Ossigeno torna ad augurarsi che queste reticenze vengano superate e che la visita dei rappresentanti della Commissione in Italia, il 15-16 aprile, possa essere l’occasione per una verifica dei dati  effettivi sul terreno. Secondo il calendario della Commissione, le visite nei vari Paesi si svolgeranno tra marzo e maggio, il Rapporto sarà adottato in luglio e tra settembre e a novembre discusso nel Consiglio europeo, nell’europarlamento e a livello nazionale. LB

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