Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

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Campania. Minacce sempre più plateali ai cronisti che parlano degli affari della camorra

Le intimidazioni a Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco circondati e sfidati in un bar di Arzano da un capoclan. La lettera dal carcere di un ergastolano a Maria Bertone – L’allarme di Marilena Natale

OSSIGENO 30 marzo 2022 – A nord di Napoli e nel Casertano, dove sono insediati i seguaci del clan dei Casalesi, le minacce ai giornalisti che, a dispetto del clima di intimidazione e minaccia, si ostinano a denunciare l’attività dei camorristi e le loro infiltrazioni nelle istituzioni e negli affari legali, si stanno facendo sempre più esplicite e plateali. La stessa spavalderia si manifesta in attacchi a esponenti delle forze dell’ordine e attivisti anticamorra. Lo confermano le ultime intimidazioni ai danni della giornalista Maria Bertone, direttore di ‘Cronache’ di Napoli e Caserta, e dei giornalisti Mimmo Rubio (sotto protezione per le sue inchieste) e Giuseppe Bianco, entrambi di Arzano (Napoli). Questi episodi si aggiungono a quelli analoghi che nei mesi scorsi hanno avuto per bersaglio Marilena Natale. (leggi qui),

A Maria Bertone un ergastolano ha mandato una lettera che contiene esplicite minacce di morte. E’ accaduto quasi un anno fa, ma si è appreso solo ora. Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco si sono ritrovati in un bar faccia a faccia con un boss della camorra, che con i suoi atteggiamenti li ha sfidati alla presenza degli agenti di scorta.

IL CONTESTO – La prima a lanciare l’allarme su questi ultimi episodi è stata Marilena Natale, lunedì 21 marzo 2022, intervenendo al convegno di Ossigeno “Roma ricorda ricorda Ilaria Alpi e le vittime innocenti delle mafie”. La giornalista di Aversa (CE), anche lei più volte minacciata e tuttora sotto protezione, ha denunciato in tono accorato il clima di forte tensione che si vive in queste zone a causa delle prepotenze dei clan, che sempre più spesso agiscono senza nascondersi.

“Oggi raccontare ciò che accade – ha detto al microfono Marilena Natale (guarda il video su Youtube) – è veramente difficile. Io vivo sotto scorta da 5 anni e solo 20 giorni fa un mafioso mi ha telefonato dicendomi che la devo smettere. Ma io non smetto. Possono uccidere me, ma non quello che ho detto. Il mio collega Mimmo Rubio domenica sera è stato circondando da un capo clan e dai suoi accoliti mentre si trovava in un bar, con tutta la sua scorta. È segno che i criminali di oggi se ne fregano altamente di noi giornalisti”.

MIMMO RUBIO – Domenica 20 marzo 2022, ad Arzano (Napoli) il boss Giuseppe Monfregolo, suo fratello e un altro uomo, hanno accerchiato il giornalista Mimmo Rubio che era appena entrato in un bar assieme agli agenti che lo scortano e al suo collega Giuseppe Bianco. Ossigeno ha già riferito le precedenti minacce contro questi due cronisti (vedi).

“Ci hanno sorriso e – ha raccontato Mimmo Rubio a Ossigeno – hanno detto solo ‘Noi stiamo qua, in tono di sfida. La cosa preoccupante è che il clan agisce ormai indisturbato. Neanche la presenza della scorta li ha dissuasi. Solo 4 mesi fa c’è stato l’ennesimo regolamento di conti nel quale sono rimaste ferite anche due persone che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato. Fare informazione locale, raccontare la criminalità organizzata vivendo il territorio, è sempre più difficile e pericoloso”.

Il 23 marzo Mimmo Rubio e Giuseppe Bianco sono stati ascoltati dalla Commissione parlamentare antimafia all’interno della chiesa di don Maurizio Patriciello a Caivano (NA), insieme al comandante della polizia municipale di Arzano, Biagio Chiariello, sotto scorta dopo minacce di morte. Per questo episodio è stato arrestato un fratello di Giuseppe Monfregolo, Mariano, ritenuto responsabile delle minacce al comandante (leggi qui). Ignoti hanno fatto invece esplodere una bomba carta davanti alla canonica del parroco antimafia Maurizio Patriciello.

MARIA BERTONE – “Sai, ti stavo pensando. Spero di vero cuore che al più presto uscirò (dalla galera, ndr), così ti faccio saltare in aria. Ora lo dico a tutti, che se qualcuno esce prima di me ti deve sparare 10 colpi tutti in bocca, a te e a tutta la tua razza di merda”, lo ha scritto Giovanni Cellurale, ergastolano del clan dei Casalesi, in una lettera indirizzata alla direttrice di ‘Cronache’ Maria Bertone. La lettera è stata spedita dal carcere di Palermo, dove all’epoca era detenuto. Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Fabrizio Vanorio ha chiesto il suo rinvio a giudizio per queste minacce. Nell’udienza preliminare al Tribunale di Napoli del 29 marzo 2022, aggiornata al prossimo 24 maggio, sono state accolte le richieste di costituzione di parte civile della giornalista e dell’editore della testata (Libra Editrice), presentate dall’avvocato Gennaro Razzino.

“Nella lettera arrivata alla nostra redazione di Marcianise (Caserta) il 26 agosto 2021 – dice Maria Bertone a Ossigeno – Giovanni Cellurale mi accusava di non avere pubblicato una sua precedente missiva, mai arrivata. Non vi ho dato troppo peso, l’uomo doveva scontare l’ergastolo, ma ho presentato denuncia ai Carabinieri locali. Sono stati loro a farmi notare che le minacce erano serie, perché invitavano ad agire quelli che erano fuori o che lo sarebbero stati presto. Ringrazio la macchina dello Stato che si è messa subito in moto, predisponendo una sorveglianza dinamica dei carabinieri a casa e al lavoro. Sto attenta, nella storia del giornale altri colleghi di ‘Cronache’ sono stati minacciati. Mi sono costituita parte civile con l’editore del giornale, e nella prossima udienza di maggio saranno formalmente presentate anche le richieste dell’Odg regionale della Campania con il suo presidente Ottavio Lucarelli e del Comune di Aversa (CE), paese d’origine di Giovanni Cellurale, che hanno espresso questa intenzione. Abbiamo la solidarietà delle istituzioni, degli organismi dell’informazione e della gente comune, che ci è stata vicina. Continueremo a lavorare per loro, a raccontare i fatti, perché questo è il nostro dovere e la nostra missione, ma ci vorrebbe più sostegno dalla politica. Oggi ci esprime solidarietà, in altre occasioni ha fatto il tiro al piccione con noi giornalisti”.

LA SOLIDARIETA’ – Ossigeno esprime solidarietà ai giornalisti minacciati e continua a monitorare con attenzione il fenomeno, rendendolo pubblico e chiedendo protezione per i cronisti che operano in zone difficili. Solidarietà anche dall’ex presidente Odg nazionale Carlo Verna e da quello regionale Ottavio Lucarelli, dal sindacato campano dei giornalisti Sugc e dalla FNSI, dal presidente della Camera Roberto Fico, da don Luigi Ciotti di ‘Libera’ e dalle istituzioni. Sandro Ruotolo, senatore del Gruppo Misto e giornalista che vive sotto scorta per le minacce della camorra, ha commentato in una nota: “Che cosa dobbiamo aspettare ancora? Abbiamo fiducia che si concludano in tempi rapidi le indagini della magistratura sui clan dell’area Nord di Napoli”.
LT – GB

 

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