Violazioni verificate

Campania. Spari contro cronista Mario De Michele

La sua auto è stata crivellata di colpi nei pressi di Aversa. È rimasto illeso e dice: Ho paura e temo per i miei familiari. Ha già subito altri attacchi

Mario De Michele ha subito un agguato in piena regola. Lo hanno inseguito, gli hanno sparato per ucciderlo. Sei colpi d’arma da fuoco hanno crivellato l’auto su cui viaggiava. È l’attacco più grave a un giornalista dal 2014, quando l’auto del giornalista Lirio Abbate fu inseguita e speronata nel centro di Roma. Il fatto dice più di mille parole quanto sia difficile e pericoloso fare questo mestiere raccontando verità sgradite a criminali, faccendieri e corrotti. Dice che in Campania è più rischioso che altrove. In quelle terre di camorra, un giornalista rischia ancora di morire ammazzato a causa del suo lavoro. Lo sa bene Mario De Michele, direttore della testata online Campanianotizie.com, che ha denunciato l’episodio e ha raccontato il suo stato d’animo, molto provato, assicurando che andrà avanti, ma confessando di avere paura. L’Ordine dei giornalisti e altre organizzazioni della categoria hanno chiesto di proteggerlo. Le autorità stanno provvedendo.

IL FATTO – Mercoledì 14 novembre 2019, mentre guidava la sua auto in una zona periferica di Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta, nei pressi della base militare della marina statunitense (US Navy), Mario De Michele si è accorto che qualcuno lo seguiva. “Ho notato un’auto che mi seguiva. Ero in una zona isolata, a quel punto ho fatto inversione e ho provato a fuggire. È stato allora che mi è piovuta addosso una pioggia di proiettili. “Due di questi – si legge sul sito Campanianotizie – all’indirizzo del parabrezza, hanno attraversato l’abitacolo della vettura a pochi centimetri dal giornalista. Nel tentativo di fuga di De Michele i criminali hanno esploso altri 3-4 colpi che hanno mandato in frantumi anche il lunotto posteriore della vettura. Solo il caso ha fatto sì che ne uscisse illeso” (leggi). Un proiettile si è conficcato nel poggiatesta del sedile.

LE INDAGINI – Le prime indagini sono state svolte dai Carabinieri di Aversa e della compagnia di Marcianise, che hanno acquisito le immagini registrate dalle telecamere di video-sorveglianza della zona dell’agguato. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, ha raccolto le dichiarazioni di Mario De Michele. Quindi le indagini sono state affidate alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli.

IL COMMENTO DEL GIORNALISTA – “Sto bene? Non tanto. Vado avanti? Certo, ma ho paura e mi sento in colpa con i miei familiari: mi batterò sempre perché questo territorio diventi ‘normale’ e non perderò mai la fiducia nello Stato”, ha scritto il giornalista in un editoriale in cui esprime forte preoccupazione per sé e per i suoi familiari e si affida alla protezione delle forze dell’ordine e alla solidarietà dei suoi colleghi (leggi).

ALTRE INTIMIDAZIONI – Lunedì 11 novembre, tre giorni prima dell’agguato a colpi di pistola, De Michele aveva denunciato un’altra grave intimidazione. Il giorno successivo l’aveva raccontata sul suo giornale: “Due malviventi a bordo di un moto e con il volto travisato, mi hanno sbarrato la strada mentre viaggiavo con la mia auto”, racconta De Michele. I due l’hanno costretto a fermarsi; uno di loro lo ha preso a schiaffi e gli ha urlato: “Per colpa tua il Consiglio comunale di Orta è stato sciolto. Ci hai inguaiato. Ora smettila di scrivere sul campo sportivo di Succivo”. Nel frattempo, l’altro ha colpito con un bastone ripetutamente la carrozzeria dell’auto (leggi) .

I SUOI ARTICOLI – Il consiglio comunale di Orta di Atella è stato sciolto il 6 novembre con un decreto del Governo “a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali” (leggi il comunicato del Governo), a causa di infiltrazioni mafiose e affari poco chiari nel settore urbanistico, come scrive Il Mattino (vedi).

De Michele da tempo scrive articoli sui retroscena poco chiari di un grande progetto edilizio realizzato ad Orta di Atella negli anni precedenti e racconta i legami tra politica, criminalità organizzata e imprenditoria. Ha dedicato numerosi articoli al bando per affidare la gestione del campo sportivo di Succivo, un comune con ottomila abitanti confinante con Gricignano. Fra maggio e settembre 2018, il giornalista aveva subito quattro intimidazioni, fra l’altro aveva ricevuto una lettera anonima contenente dei proiettili. Ossigeno a suo tempo si è occupato di quelle vicende (leggi). Proprio in occasione della lettera con i proiettili, De Michele aveva detto a Ossigeno: “Nei miei articoli ho citato nomi e cognomi, ho pubblicato atti, visure camerali, fatti e circostanze documentate che riguardano amministratori ed ex amministratori, imprenditori che hanno avuto a che fare con il Comune di Orta di Atella e con la costruzione di una zona completamente abusiva sulla quale nel 2004 la magistratura ha aperto un’inchiesta”.

SOLIDARIETA’ – Numerose le attestazioni di solidarietà che De Michele ha ricevuto dai colleghi e dai rappresentanti di categoria. Sono intervenuti Ossigeno, la Fnsi, il Sindacato dei Giornalisti della Campania e l’Unione Cronisti della Campania, che hanno chiesto alla magistratura di “indagare in ogni direzione”. In un comunicato congiunto Carlo Verna, presidente dell’Odg Nazionale, e Ottavio Lucarelli, presidente dell’Odg Campania, hanno chiesto la protezione per il cronista, dicendo è importante che De Michele non sia lasciato solo. Diffusa la solidarietà anche dal mondo della politica: hanno espresso vicinanza a De Michele il presidente della Camera, Roberto Fico, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella, la Commissione Antimafia, e il parlamentare Pd, Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, ucciso a Napoli a causa del proprio lavoro.

RDM 

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