Memoria

10 anni fa Vittorio Arrigoni fu rapito e ucciso a Gaza. Firmava “Restiamo umani”

Numerose iniziative per ricordare l’attivista e blogger che si era trasferito nella Striscia stretta nella morsa militare di Israele – La sua storia sul sito “Cercavano la verità” (www.giornalistiuccisi.it)

OSSIGENO 14 aprile 2021 – Dieci anni fa, il 15 aprile 2011, Vittorio Arrigoni (Vik) fu ucciso a Gaza dai terroristi che l’avevano rapito il giorno precedente. Le immagini di Vittorio Arrigoni bendato e legato furono trasmesse in un video su Youtube. Il barbaro assassinio emozionò il mondo, che aveva imparato a conoscerlo attraverso i reportage giornalistici firmati “Restiamo umani” inviati dalla Striscia di Gaza chiusa nella morsa militare israeliana. Era pacifista, attivista dei diritti umani, scrittore e blogger. Era nato nel 1975 a Besana (Monza e Brianza) dove in questo anniversario viene ricordato con numerose iniziative.

CELEBRAZIONI – Queste le principali iniziative. Un contest dal titolo “L’eredità di Vittorio: Musica, Arte, Poesia, Racconto” organizzato dall’agenzia di stampa Nena News (Agenzia di stampa vicino oriente); una diretta online, sulla pagina Facebook “Vittorio Arrigoni”, alle 21 di giovedì 15 aprile, al quale prenderanno parte la madre Egidia Beretta e la sorella Alessandra Arrigoni; un altro appuntamento online è previsto alle ore 17 e 30 dello stesso giorno, organizzato dal Comitato bresciano “Un parco per Vittorio Arrigoni”; e domenica 18 aprile, alle ore 17, un evento organizzato dalla sezione Valtellinese di AssopacePalestina, al quale presenzierà Egidia Beretta.

LA RICERCA DEI RESPONSABILI – Le motivazioni della sua morte restano ancora oscure, sebbene nel 2012 la Corte militare di Gaza abbia individuato quattro responsabili. La famiglia di Arrigoni si è sempre dichiarata contraria alla pena di morte per gli assassini.

CHI ERA – Vittorio Arrigoni ha speso la vita al servizio del bene comune e dei diritti umani, combattendo la sua battaglia civile con la sua penna, raccontando e interpretando la realtà di quei luoghi martoriati della Palestina, dove nel 2005 fu inserito nella lista delle persone sgradite e dove poi, nel 2008, gli fu concessa la cittadinanza onoraria palestinese.

Siglava i reportage dalla Palestina con la frase: restiamo umani. Una frase divenuta il marchio di fabbrica di Vik e ancora oggi ispira le nuove generazioni che dedicano impegno ed energie agli altri. I reportage furono raccolti in un volume.

Scriveva per Il Manifesto, per PeaceReporter, The Electronic Intifada, Radio Popolare, Caterpillar. Dal luglio 2004, per il blog Guerrilla Radio, ottenendo notorietà internazionale. Fu l’unico cronista italiano sul campo a testimoniare giornalisticamente l’offensiva israeliana denominata “Piombo fuso” (27 dicembre 2008-18 gennaio 2009).

CHI COLTIVA IL SUO RICORDO – lnnanzitutto sua madre Egidia Beretta e sua sorella Alessandra, portavoce della sua eredità umana e intellettuale, e la fondazione Vik Utopia, a lui dedicata.

Ossigeno lo ricorda sul sito “Cercavano la verità” (www.giornalistiuccisi.it) insieme ad altri 29 cronisti che, in Italia o all’estero, hanno perso la vita per il loro lavoro.

RDM

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