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Diffamazione a Bellanova, 3 cronisti assolti, il Pm aveva chiesto carcere

Prosciolti con formula piena a Lecce. L’ex ministro li aveva querelati per avere scritto articoli su una causa di lavoro intentata contro di lei da un ex addetto stampa

OSSIGENO 18 novembre 2022 – Il 15 novembre 2022 il giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Michele Guarini, ha assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, i giornalisti Danilo Lupo, Mary Tota e Francesca Pizzolante dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell’ex ministra Teresa Bellanova.

I tre cronisti si erano occupati per La7, ilfattoquotidiano.it e il Tempo della vicenda dell’ex addetto stampa dell’onorevole Bellanova, all’epoca sottosegretaria al Lavoro. L’ex addetto stampa, anch’egli giornalista, aveva promosso una vertenza di lavoro per vedersi riconosciuto un diverso inquadramento contrattuale e la realiva miglior retribuzione. Il contenzioso sul rapporto di lavoro si era concluso in appello con l’accoglimento delle richieste del lavoratore.

Per i giornalisti che avevano pubblicato notizie sul  caso, invece, il processo penale per diffamazione a mezzo stampa è proseguito e, a otto anni dai fatti contestati, il pubblico ministero di Lecce aveva chiesto per ciascuno degli imputati la condanna a pene detentive comprese fra sei e dodici mesi di reclusione.

La richiesta ha suscitato numerose comprensibili critiche e commenti, essendo la pena detentiva per i colpevoli per diffamazione ritenuta eccessiva, sproporzionte e a effetto intimidatorio dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani ed essendo stata già resa in parte inapplicabile nel 2021 dalla Corte Costituzionale con una decisione che ha affidato al Parlamento italiano il compito di eliminarla del tutto. Un compito che il Parlamento non ha assolto (Leggi)

Intanto la sentenza del giudice di Lecce che ha assolto i tre imputati è andata oltre la decisione di respingere la pena dentetiva. (FONTE ANSA)

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