Diffamazione. PG di Catania chiede conferma condanna di Rosario Crocetta
Fu querelato nel 2018 dal giornalista Gregorio Arena- Il reato è prescritto, si procede per la conferma degli effetti civili
OSSIGENO 15 maggio 2026 – Nel 2018, durante una puntata della trasmissione ‘L’Arena’, su Raiuno, in diretta tv, l’allora presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta accusò il giornalista Gregorio Arena, allora all’Ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana, di assenteismo e di percepire indebitamente lo stipendio, “al limite della truffa”, aggiungendo: “Ringrazi che non lo porto in Procura”(leggi).
Il giornalista reagì con una querela. Rosario Crocetta è stato condannato in primo grado nel 2019 per diffamazione aggravata a una multa di 800 euro e al pagamento di una provvisionale di 20.000 euro, oltre alle spese legali. Una decisione fondata anche sulle conseguenze personali e professionali subite da Arena, che in aula raccontò di aver ricevuto minacce, insulti e di non essere più riuscito a trovare lavoro dopo quella esposizione pubblica. Rosario Crocetta impugnò la sentenza.
Adesso, al processo di appello in corso a Catania, il procuratore generale di Catania Antonio Nicastro ha chiesto di confermare la condanna per gli effetti civili, considerato che il reato è ormai prescritto. Ne ha dato notizia Vito Orlando, già presidente del Gruppo uffici stampa dell’Associazione Siciliana della Stampa, riportando un comunicato dell’avvocato Giuseppe Lipera, difensore del giornalista.
La prossima udienza, che dovrà stabilire la conferma o meno della condanna civile pronunciata nel 2019, è prevista per il 9 ottobre 2026 con gli interventi dell’avvocato Giuseppe Lipera, per la parte civile, e Vincenzo Lo Re, legale di Crocetta. LT


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