Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

Foto Riina jr a Padova. Perquisizioni e sequestro pc a cronista del Mattino

A casa e in redazione. Cristina Genesin è accusata di violazione del segreto di indagine, direttore e condirettore di omesso controllo

Il 3 e il 4 febbraio del 2017, la giornalista Cristina Genesin, cronista giudiziaria del quotidiano Il Mattino di Padova aveva pubblicato, in due articoli, delle foto che ritraevano il figlio del capomafia Totò Riina in un bar di Padova, mentre incontrava alcune persone, tra le quali un pregiudicato. Quelle foto erano state scattate dai carabinieri quattro anni prima per provare che il figlio del boss aveva relazioni in Veneto.

Sedici mesi dopo la pubblicazione, il 12 giugno 2018, per quei due articoli, la giornalista è stata incriminata per rivelazione del segreto di indagine in concorso con un pubblico ufficiale, con l’aggravante del favoreggiamento all’organizzazione criminale. Inoltre ha subito il sequestro dei telefoni cellulari, dei computer, di dispositivi di archiviazione dati e di altro materiale di lavoro.

Il sequestro è stato eseguito presso l’abitazione della giornalista, nel corso della perquisizione domiciliare ordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia ed eseguita dal Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) della Guardia di Finanza di Venezia. La perquisizione è stata estesa alla redazione del Mattino di Padovadove è stato sequestrato il personal computer della cronista e altro materiale.

Il direttore e il condirettore della testata sono stati accusati di omesso controllo. Tutti hanno fatto ricorso al Tribunale del riesame.Solidarietà alla cronista è stata espressa da Odg Veneto, Assostampa Veneta, Fnsi e il comitato di redazione del Mattino di Padova. Gli organi di categoria “condannano con fermezza questo atto, che altro non è se non un attacco alla libertà di stampa, al segreto professionale e alla tutela delle fonti. Il reato contestato – dichiarano i vertici del sindacato giornalisti – è a dir poco sconcertante; non si bloccano i cronisti con una misura repressiva come questa”.

Il 15 giugno il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, insieme con alcuni rappresentanti del Sindacato giornalisti Veneto e dell’Assostampa padovana, si è recato nella redazione del Mattino di Padova per esprimere solidarietà e vicinanza alla cronista e ha annunciato l’intento di “chiedere udienza al Csm per difendere il segreto professionale dei giornalisti”.

RDM

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