Memoria

Gennaio in Sicilia è il mese dei cronisti morti

Ricorre infatti l’anniversario dell’assassinio di tre giornalisti: Pippo Fava, Beppe Alfano e Mario Francese. Ossigeno li ricorda nel Pannello della Memoria

Gennaio, in Sicilia, per i giornalisti, è il mese dei morti: dei giornalisti uccisi. Ricorrono infatti  ben tre tristi anniversari. Tre degli otto giornalisti uccisi in Sicilia sono stati uccisi in questo mese e vengono ricordati nelle loro città con varie cerimonie. Il 5 gennaio ricorre l’anniversario dell’assassinio di Pippo Fava (Catania 1984). L’8 gennaio l’anniversario dell’uccisione di Beppe Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto 1993). Il 25 gennaio l’anniversario della assassinio di Mario Francese (Palermo 1979). 

Erano persone molto diverse fra loro, per storia personale, formazione, indole, temperamento, idee politiche. Ma erano accomunati da una concezione ideale, appassionata, del giornalismo: quale passione civile e missione rischiosa da compiere in nome collettivo per la ricerca della verità, missione da compiere anche a costo della propria vita.

Pippo Fava, oltre a mettere in pratica questa concezione, l’ha anche teorizzata in quella celebre dichiarazione sui doveri del giornalismo (Io ho un concetto etico di giornalismo…) che non ci stanchiamo di ascoltare come una vecchia ammaliante melodia ma che forse dovremmo comprendere più a pieno. Pippo Fava aveva uno sguardo lungo e profondo. Non era soltanto un bravo cronista. Era anche un intellettuale e un drammaturgo. Aveva rappresentato nei libri e in teatro le sofferenze storiche del suo popolo, oppresso dalla miseria e dall’ingiustizia. Era diventato direttore di un quotidiano e poi perfino editore di se stesso pur di pubblicare le sue verità è sbatterle in faccia a tutti. Nella sua città il giornale dominante era un quotidiano che concedeva spazio e attenzione alle verità scomode che Pippo Fava andava strombazzando. Qualche mese fa quel quotidiano è stato sequestrato dalla magistratura, che ha applicato questa misura di prevenzione al direttore-editore. Quel direttore-editore ricopriva gli stessi incarichi nel 1984, con la differenza che adesso è sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Anche Mario Francese e Beppe Alfano, con la loro vita e la loro morte, continuano a insegnare molte cose ai giornalisti e ai cittadini onesti di oggi e di domani.

Perciò Ossigeno per l’Informazione ricorda nel Pannello della Memoria questi tre giornalisti insieme agli altri 25 cronisti che come loro sono stati uccisi in Italia perché “Cercavano la verità”. E durante gli incontri che si svolgono nelle scuole e nelle sedi delle istituzioni in occasione della consegna di questo pannello, davanti a quei 28 volti di giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro, al racconto delle loro vite e delle loro vicissitudini, nascono molte utili riflessioni.

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