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Il caso Concita De Gregorio/1. A giudizio senza editore

La giornalista, ex direttore responsabile de l’Unità, è vittima e dimostrazione vivente di un grave problema scoperto nel 2015 e ancora irrisolto che affligge tutti i giornalisti italiani

La crisi finanziaria del quotidiano l’Unità, culminata nella cessazione delle pubblicazioni, ha causato seri guai ai giornalisti che, oltre al lavoro, hanno perso l’ombrello protettivo del pagamento delle spese legali, fornito loro dall’editore se destinatari di querele o citazioni civili per diffamazione. Da allora questi giornalisti hanno dovuto pagare di tasca propria quelle spese. E hanno scoperto che in caso di condanna devono fare fronte anche alla quota di danni che sarebbe spettata l’editore.

In quel frangente hanno appreso che nella legislazione italiana mancano alcune clausole essenziali a loro garanzia. Infatti, l’editore in difficoltà con i conti, se chiede il concordato preventivo e passa la mano ad altri non deve più onorare quelle spese né le trasferisce al nuovo editore. E così questi oneri  passano sulle spalle dei giornalisti. Si è scoperto nel 2015. Nessuno ha ancora messo riparo a questa falla: una spada di Damocle sulla testa di tutti i giornalisti. Concita De Gregorio è la dimostrazione di questo problema.

Lei ha affrontato la situazione facendosi carico di tutto. Soltanto in una occasione, il 26 ottobre 2016, a un convegno di Ossigeno, ha parlato pubblicamente del suo calvario. Ne ha parlato nella grande sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, al corso di formazione professionale organizzato da Ossigeno per l’Informazione al quale partecipavano centinaia di giornalisti. Ha reso pubblica la forte pressione economica cui erano sottoposti lei e i suoi familiari fin dal 2012. Ha detto: devo fronteggiare decine di cause per diffamazione, richieste di risarcimento per cinque milioni di euro, devo pagare ogni mese per le provvisionali a fronte di condanne di primo grado, ho la casa e le entrate pignorate, tutto per le vecchie cause intentate a l’Unità quando ero ancora direttore responsabile (Leggi).
Il 3 luglio 2012 a Ferrara rivelò che mentre dirigeva l’Unità aveva anche subito minacce: Ossigeno si è occupato più volte delle sue traversie professionali.  ASP

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