Libertà di stampa

Convegno Palermo. Interventi Lo Monaco e Giulio Francese

I presidenti del Centro Pio Latorre e dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia hanno fatto gli auguri a Ossigeno per i suoi primi 10 anni di attività ospitando un convegno a Palermo, come già avevano fatto a luglio del 2008, con l’incontro che segnò il debutto pubblico dell’Osservatorio

“La libertà di stampa ormai subisce un doppio attacco: da parte del potere e da coloro, giornalisti stessi, che venduti ad altri interessi, alimentano le fake news. Il giornalismo è un “quarto potere” ma è anche un diritto fondamentale che quando viene violato mette in crisi anche la democrazia stessa”, ha detto Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre,  aprendo i lavori del convegno dal titolo “Art. 21, la libertà di stampa e la mappa dei giornalisti minacciati in italia”, promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei Giornalisti, della Sicilia da Ossigeno per l’informazione e dal Centro Pio La Torre, e ospitato il 13 dicembre 2018 dalla Fondazione Sicilia a Villa Zito.

“Dieci anni fa – ha aggiunto Lo Monaco – da questa stessa sala è stata annunciata la costituzione di Ossigeno. Questo incontro ci dà l’occasione per fare un bilancio della sua attività e per richiamare altri anniversari: i cento anni della stampa parlamentare, i settanta anni dalla Dichiarazione sui diritti umani con l’art. 19 che sancisce la libertà di stampa e i settant’anni dalla Costituzione italiana e dal suo art. 21.

Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei giornalisti siciliano ha ringraziato Ossigeno per il lavoro svolto nell’interesse della categoria. Il grande merito di Ossigeno, ha sottolineato, è quello di aver fatto crescere la percezione della pericolosità delle minacce ai giornalisti. La consapevolezza è cresciuta molto, ma ancora oggi purtroppo l’opinione pubblica reagisce in modo forte a queste minacce soltanto a fronte di episodi assolutamente eclatanti. Occorre invece reagire a tutte le minacce e dare la massima solidarietà ai giornalisti che vengono colpiti ingiustamente a causa del loro lavoro. Ci vuole maggior impegno, ha concluso, da parte dell’intera  categoria e tutti devono impegnarsi di più a  essere buoni giornalisti”.

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