Aggiornamenti

Rassegna stampa sul Convegno di Palermo

Ampio risalto sulla stampa regionale e nazionale al convegno “Art. 21, la libertà di stampa e la mappa dei giornalisti minacciati in italia” che si è tenuto a Palermo il 13 dicembre 2018.

Il convegno, organizzato in occasione del decennale di Ossigeno per l’Informazione, è stato promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei Giornalisti e dal Centro Studi Pio Latorre e ospitato dalla Fondazione Banco di Sicilia a Villa Zito.

Tgr Sicilia, 13 dicembre 2018 Stampa e diffamazione in Sicilia, i dati di Odg e Osservatorio Ossigeno Centro Pio La Torre, 13 dicembre 2018 Il difficile mestiere del giornalista onesto in Sicilia

Il Fatto Quotidiano, 14 dicembre 2018 Giornalisti, ogni anno in Sicilia 10 anni di carcere per diffamazione. Querelati in 437: ma solo 16 vengono condannati

BlogSicilia, 13 dicembre 2018 Giornalisti, 87% di assoluzioni dall’accusa di diffamazione in Sicilia

Nuovo Sud, 13 dicembre 2018 In Sicilia 874 diffamazioni a mezzo stampa nel biennio 2014-2015 LiveSicilia, 13 dicembre 2018 Minacce, querele, intimidazioni. “Giornalisti nel mirino dei potenti”

Voce di Popolo, 13 dicembre 2018 Giornalisti: 87% assolti da accuse diffamazione in Sicilia

Il Mattino di Sicilia, 13 dicembre 2018 In Sicilia l’87% dei giornalisti assolto dalle accuse di diffamazione ecostiera.it, 14 dicembre 2018 Libertà di stampa in pericolo, mobilitazione internazionale

Giornale di Sicilia Giornalisti minacciati. Seminario di Ossigeno, 13 dicembre 2018, p.29

Il Quotidiano di Sicilia Giornalisti: l’87% assolto da accuse diffamazione in Sicilia, 14 dicembre 2018, p.3.

La Sicilia La querela come minaccia. Giornalisti nel mirino, 14 dicembre 2018, p.9

Agenzie di Stampa Giornalisti: 87% assolti da accuse diffamazione in Sicilia (ANSA) – PALERMO, 13 DIC – Ogni anno, i tribunali siciliani condannano mediamente 16 dei 437 querelati per diffamazione a mezzo stampa (prevalentemente Giornalisti) a pene detentive per l’ammontare complessivo di 10 anni e sei mesi. Altri 22 sono condannati a pagare una multa. Tutti gli altri vengono prosciolti dopo processi che durano da due a sei anni. I dati citati sono quelli ufficiali sull’esito dei processi forniti dal ministero della Giustizia all’osservatorio “Ossigeno per l’Informazione”. Riguardano tutti i distretti giudiziari della Sicilia. Sono stati resi noti oggi a Palermo durante il convegno dal titolo “Art. 21, la liberta’ di stampa e la mappa dei Giornalisti minacciati in italia”, promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei Giornalisti, da Ossigeno per l’informazione e dal Centro Studi Pio La Torre, e ospitato dalla Fondazione Banco di Sicilia a Villa Zito. In Sicilia la percentuale dei procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa che si conclude con il proscioglimento degli imputati (prevalentemente Giornalisti) e’ altissima: l’87% ma e’ inferiore alla media nazionale che raggiunge il 92%. Anche l’applicazione della pena detentiva e’ piu’ alta della media nazionale. Questi dati confermano, da un lato, quanto sia frequente, anche in Sicilia, il ricorso alle querele pretestuose e infondate, il piu’ delle volte a scopo intimidatorio verso i Giornalisti che pubblicano notizie sgradite; dall’altro lato, dicono che la pena del carcere per questo reato continua a essere applicata copiosamente nonostante sia riconosciuto a livello internazionale che essa sia sproporzionata, produca un chilling effect sulla liberta’ di stampa e il Parlamento italiano, condividendo questo giudizio, stia discutendo da anni dei progetti di legge per abolirla, lasciando quale unica pena la multa. Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione ha sottolineato come sia “inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione e le piu’ elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio. E’ inspiegabile che non accada nulla dopo che Ossigeno ha documentato con dati ufficiali inoppugnabili lo scandalo di chi usa impunemente la giustizia a scopo intimidatorio. Per Vito lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, “la liberta’ di stampa oggi subisce un doppio attacco: da parte del potere e da coloro, Giornalisti stessi, che venduti ad altri interessi, alimentano le fake news”. Giornalisti: diffamazione, l’allarme di Odg e Ossigeno in Sicilia (AGI) – Palermo, 13 dic. – Ogni anno i tribunali siciliani condannano mediamente 16 dei 437 querelati per diffamazione a mezzo stampa (prevalentemente Giornalisti) a pene detentive per l’ammontare complessivo di 10 anni e sei mesi. Altri 22 sono condannati a pagare una multa. Tutti gli altri vengono prosciolti dopo processi che durano da due a sei anni. In Sicilia la percentuale dei procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa che si conclude con il proscioglimento degli imputati (prevalentemente Giornalisti) e’ altissima: l’87% ma e’ inferiore alla media nazionale che raggiunge il 92%. Anche l’applicazione della pena detentiva e’ piu’ alta della media nazionale. Questi dati confermano, da un lato, quanto sia frequente, anche in Sicilia, il ricorso alle querele pretestuose e infondate, il piu’ delle volte a scopo intimidatorio verso i Giornalisti che pubblicano notizie sgradite; dall’altro lato, dicono che la pena del carcere per questo reato continua a essere applicata copiosamente nonostante sia riconosciuto a livello internazionale che essa sia sproporzionata, produca un chilling effect sulla liberta’ di stampa e il Parlamento italiano, condividendo questo giudizio, stia discutendo da anni dei progetti di legge per abolirla, lasciando quale unica pena la multa. I dati citati sono quelli ufficiali sull’esito dei processi forniti dal ministero della Giustizia all’osservatorio Ossigeno per l’informazione. Riguardano tutti i distretti giudiziari della Sicilia. Sono stati resi noti oggi a Palermo durante il convegno dal titolo “Art. 21, la liberta’ di stampa e la mappa dei Giornalisti minacciati in italia”, promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei Giornalisti, da Ossigeno per l’informazione e dal Centro Studi Pio La Torre, e ospitato dalla Fondazione Banco di Sicilia.

Giornalisti: diffamazione, l’allarme di Odg e Ossigeno in Sicilia (AGI) – Palermo, 13 dic. – In complesso i processi per diffamazione a mezzo stampa definiti in Sicilia nel biennio 2014-2015 sono stati 874. Nello stesso periodo in tutta Italia sono stati 10.728. Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione ha sottolineato come sia “inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione e le piu’ elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio. E’ inspiegabile che non accada nulla dopo che Ossigenoha documentato con dati ufficiali inoppugnabili lo scandalo di chi usa impunemente la giustizia a scopo intimidatorio”. Per Vito lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, “la liberta’ di stampa oggi subisce un doppio attacco: da parte del potere e da coloro, Giornalisti stessi, che venduti ad altri interessi, alimentano le fake news. Il giornalismo e’ un “quarto potere” ma e’ anche un diritto fondamentale che quando viene violato mette in crisi anche la democrazia stessa” “Dieci anni fa – conclude Lo Monaco – da questa sala e’ stata annunciata la costituzione di Ossigeno, dieci anni dopo questa e’ l’occasione per un bilancio della sua attivita’ e per richiamare altri anniversari: i cento anni della stampa parlamentare, i settanta anni dalla Dichiarazione sui diritti umani con l’art. 19 che sancisce la liberta’ di stampa e i settant’anni dalla Costituzione italiana e dal suo art. 21. Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei Giornalisti siciliano ha sottolineato come il grande merito di Ossigeno sia quello di aver fatto crescere la percezione della pericolosita’ delle minacce ai Giornalisti. Anche se oggi la forte reazione dell’opinione pubblica si ha solo in seguito ad eventi eclatanti. Occorre reagire alle minacce dando la massima solidarieta’ ai Giornalisti che vengono colpiti poi, come categoria, va migliorato l’impegno e cercare di essere buoni Giornalisti”.

GIORNALISTI: OSSIGENO, IN SICILIA OGNI ANNO 16 CONDANNE SU 437 QUERELATI PER DIFFAMAZIONE Palermo, 13 dic. (AdnKronos) – Ogni anno, i tribunali siciliani condannano mediamente 16 dei 437 querelati per diffamazione a mezzo stampa (prevalentemente giornalisti) a pene detentive per l’ammontare complessivo di 10 anni e sei mesi. Altri 22 sono condannati a pagare una multa. Tutti gli altri vengono prosciolti dopo processi che durano da due a sei anni. In Sicilia la percentuale dei procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa che si conclude con il proscioglimento degli imputati (prevalentemente giornalisti) è altissima: l’87% ma è inferiore alla media nazionale che raggiunge il 92%. Anche l’applicazione della pena detentiva è più alta della media nazionale. I dati sono quelli ufficiali sull’esito dei processi forniti dal Ministero della Giustizia all’osservatorio ”Ossigeno per l’Informazione”. Riguardano tutti i distretti giudiziari della Sicilia. Sono stati resi noti oggi a Palermo durante il convegno dal titolo ”Art. 21, la libertà di stampa e la mappa dei giornalisti minacciati in italia”, promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei giornalisti, da Ossigeno per l’informazione e dal Centro Studi Pio La Torre, e ospitato dalla Fondazione Banco di Sicilia a Villa Zito. “Questi dati confermano, da un lato, quanto sia frequente, anche in Sicilia, il ricorso alle querele pretestuose e infondate, il più delle volte a scopo intimidatorio verso i giornalisti che pubblicano notizie sgradite; dall’altro lato, dicono che la pena del carcere per questo reato continua a essere applicata copiosamente nonostante sia riconosciuto a livello internazionale che essa sia sproporzionata, produca un chilling effect sulla libertà di stampa e il Parlamento italiano, condividendo questo giudizio, stia discutendo da anni dei progetti di legge per abolirla, lasciando quale unica pena la multa”, è l’allarme di Ossigeno, Centro Pio La Torre e Ordine dei giornalisti. In complesso i processi per diffamazione a mezzo stampa definiti in Sicilia nel biennio 2014-2015 sono stati 874. Nello stesso periodo in tutta Italia sono stati 10.728.

Alberto Spampinato, direttore diOssigeno per l’Informazione ha sottolineato come sia ”inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione e le più elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio. È inspiegabile che non accada nulla dopo che Ossigeno ha documentato con dati ufficiali inoppugnabili lo scandalo di chi usa impunemente la giustizia a scopo intimidatorio. Per Vito lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, “la libertà di stampa oggi subisce un doppio attacco: da parte del potere e da coloro, giornalististessi, che venduti ad altri interessi, alimentano le fake news. Il giornalismo è un “quarto potere” ma è anche un diritto fondamentale che quando viene violato mette in crisi anche la democrazia stessa”.

GIORNALISTI: OSSIGENO, IN SICILIA OGNI ANNO 16 CONDANNE SU 437 QUERELATI PER DIFFAMAZIONE (2) (AdnKronos) – “Dieci anni fa – conclude Lo Monaco – da questa sala è stata annunciata la costituzione di Ossigeno, dieci anni dopo questa è l’occasione per un bilancio della sua attività e per richiamare altri anniversari: i cento anni della stampa parlamentare, i settanta anni dalla Dichiarazione sui diritti umani con l’art. 19 che sancisce la libertà di stampa e i settant’anni dalla Costituzione italiana e dal suo art. 21″. Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei giornalisti siciliano ha sottolineato come il grande merito di Ossigeno sia quello di aver fatto crescere la percezione della pericolosità delle minacce aigiornalisti. Anche se oggi la forte reazione dell’opinione pubblica si ha solo in seguito ad eventi eclatanti. Occorre reagire alle minacce dando la massima solidarietà ai giornalisti che vengono colpiti poi, come categoria, va migliorato l’impegno e cercare di essere buoni giornalisti”.

GIORNALISTI: DIFFAMAZIONE IN SICILIA, ALLARME ODG E OSSIGENO PALERMO (ITALPRESS) – Ogni anno, i tribunali siciliani condannano mediamente 16 dei 437 querelati per diffamazione a mezzo stampa (prevalentemente GIORNALISTI) a pene detentive per l’ammontare complessivo di 10 anni e sei mesi. Altri 22 sono condannati a pagare una multa. Tutti gli altri vengono prosciolti dopo processi che durano da due a sei anni. In Sicilia la percentuale dei procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa che si conclude con il proscioglimento degli imputati (prevalentementeGIORNALISTI) e’ altissima: l’87% ma e’ inferiore alla media nazionale che raggiunge il 92%. Anche l’applicazione della pena detentiva e’ piu’ alta della media nazionale. Questi dati confermano, da un lato, quanto sia frequente, anche in Sicilia, il ricorso alle querele pretestuose e infondate, il piu’ delle volte a scopo intimidatorio verso i GIORNALISTI che pubblicano notizie sgradite; dall’altro lato, dicono che la pena del carcere per questo reato continua a essere applicata copiosamente nonostante sia riconosciuto a livello internazionale che essa sia sproporzionata, produca un chilling effect sulla liberta’ di stampa e il Parlamento italiano, condividendo questo giudizio, stia discutendo da anni dei progetti di legge per abolirla, lasciando quale unica pena la multa.

GIORNALISTI: DIFFAMAZIONE IN SICILIA, ALLARME ODG E OSSIGENO-2 I dati citati sono quelli ufficiali sull’esito dei processi forniti dal Ministero della Giustizia all’osservatorio “OSSIGENO per l’Informazione”. Riguardano tutti i distretti giudiziari della Sicilia. Sono stati resi noti oggi a Palermo durante il convegno dal titolo “Art. 21, la liberta’ di stampa e la mappa dei GIORNALISTIminacciati in italia”, promosso congiuntamente dall’Ordine regionale dei GIORNALISTI, da OSSIGENO per l’informazione e dal Centro Studi Pio La Torre, e ospitato dalla Fondazione Banco di Sicilia a Villa Zito. In complesso i processi per diffamazione a mezzo stampa definiti in Sicilia nel biennio 2014-2015 sono stati 874. Nello stesso periodo in tutta Italia sono stati 10.728. Alberto Spampinato, direttore di OSSIGENO per l’Informazione ha sottolineato come sia “inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione e le piu’ elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio. E’ inspiegabile che non accada nulla dopo che OSSIGENO ha documentato con dati ufficiali inoppugnabili lo scandalo di chi usa impunemente la giustizia a scopo intimidatorio. Per Vito lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre, “la liberta’ di stampa oggi subisce un doppio attacco: da parte del potere e da coloro, GIORNALISTI stessi, che venduti ad altri interessi, alimentano le fake news. Il giornalismo e’ un ‘quarto potere’ ma e’ anche un diritto fondamentale che quando viene violato mette in crisi anche la democrazia stessa”.

GIORNALISTI: DIFFAMAZIONE IN SICILIA, ALLARME ODG E OSSIGENO-3 “Dieci anni fa – ha ricordato Lo Monaco – da questa sala e’ stata annunciata la costituzione di OSSIGENO, dieci anni dopo questa e’ l’occasione per un bilancio della sua attivita’ e per richiamare altri anniversari: i cento anni della stampa parlamentare, i settanta anni dalla Dichiarazione sui diritti umani con l’articolo 19 che sancisce la liberta’ di stampa e i settant’anni dalla Costituzione italiana e dal suo articolo 21”. Giulio Francese, presidente dell’Ordine dei GIORNALISTI siciliano ha sottolineato come “il grande merito di OSSIGENOsia quello di aver fatto crescere la percezione della pericolosita’ delle minacce ai GIORNALISTI. Anche se oggi la forte reazione dell’opinione pubblica si ha solo in seguito ad eventi eclatanti. Occorre reagire alle minacce dando la massima solidarieta’ ai GIORNALISTI che vengono colpiti poi, come categoria, va migliorato l’impegno e cercare di essere buoni GIORNALISTI”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.