Formazione

Fake news. Il nostro approccio originale al problema: consumo critico delle informazioni

Rendere più consapevoli e responsabili i lettori e gli utenti dei social. La proposta al seminario di Tor Vergata, Ossigeno, Odg Lazio su false notizie e violazioni della libertà di stampa che proseguirà il 19 e 20 marzo

OSSIGENO 12 marzo 2021 – “Se noi adulti possiamo mandare in giro da soli i nostri bambini con meno preoccupazione in un mondo in cui non si riesce a eliminare preventivamente tutti i malintenzionati è perché, con l’aiuto della scuola, abbiamo insegnato loro che non devono accettare caramelle dagli sconosciuti. Questo insegnamento non elimina tutti i rischi ma li riduce ai casi più estremi, a quelli che possono essere prevenuti tenendo gli occhi aperti sui malintenzionati. Noi di Ossigeno proponiamo di applicare lo stesso principio nella lotta alle fake news”.

Lo ha detto Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’informazione, durante il primo appuntamento del seminario promosso dall’Università di Roma Tor Vergata (corso di laurea magistrale in scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria) in collaborazione con Ossigeno e l’Ordine Giornalisti del Lazio. In collegamento studenti e giornalisti.

“Finora – ha proseguito Spampinato – il dibattito su questo tema, sul modo migliore di contrastare la diffusione delle fake news, si è concentrato sulla scelta del modo più efficace di prevenirne la produzione e di punirne la diffusione, con regole più restrittive e sanzioni più severe. Ma fino a che punto si possono inasprire queste norme senza ledere la libertà? Senza compromettere i principi della democrazia? Certamente bisogna fermarsi a un punto che non consente una prevenzione assoluta”.

“Ossigeno – ha sottolineato Spampinato – condivide l’opportunità di agire con misure preventive e repressive, ma ritiene che gli interventi proibizionisti non possono spingersi oltre un certo limite, che questo limite deve tenere conto anche delle esigenze che si avvertono nei paesi autoritari, dove le voci di dissenso possono farsi udire proprio grazie ad un controllo attenuato sulle comunicazioni in rete. Se si tiene conto che questa materia non può essere regolata trascurando questo aspetto, è evidente che gli interventi di prevenzione non possono essere risolutivi”.

“Che cosa fare perciò per ridurre l’impatto delle fake news? – ha concluso il direttore di Ossigeno – Occorre agire sul fronte dei consumatori, dei destinatari delle fake news, dotandoli di strumenti culturali e di conoscenza tali da renderli capaci di fare un consumo più critico e più consapevole delle informazioni ricevute, di dare meno credito alle notizie prive dei requisiti essenziali di attendibilità. I criteri di discernimento sono illustrati in questo seminario”.

 

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