Formazione

Licei Camerino. Le domande degli studenti

Durante la video lezione di Ossigeno si è sviluppato un intenso dialogo che ha toccato i temi principali della difesa del diritto all’informazione

È stato facile costituire l’osservatorio Ossigeno per l’informazione? L’Osservatorio ha ricevuto minacce o intimidazioni? Che cosa manca in Italia per garantire la piena libertà di informazione? Queste potrebbero essere domande rivolte da giornalisti in una delle tante conferenze o convegni promossi da Ossigeno per parlare del fenomeno delle intimidazioni agli operatori dell’informazione. Sono invece alcune delle più interessanti domande poste dagli studenti dei Licei “Costanza Varano” di Camerino (Macerata) il 20 marzo 2020, durante la video lezione promossa nell’ambito del progetto “Cittadinanza Attiva” (LEGGI). Prima della lezione gli studenti hanno fatto una ricerca sul tema. Le domande rivelano la loro entusiasmante curiosità di capire, una curiosità che appartiene soprattutto ai più giovani. Alle domande hanno risposto i rappresentanti di Ossigeno, collegati da Roma, e la giornalista Marilena Natale in collegamento da Aversa.

“Per garantire la libertà di informazione servono, tra le altre cose, editori puri e delle leggi che aboliscano il carcere per i giornalisti e che depenalizzino il reato di diffamazione” ha detto il segretario generale di Ossigeno, Giuseppe Federico Mennella. “Pensate – ha sottolineato Mennella – che il tema della subalternità della stampa al potere politico risale al Diciannovesimo secolo: fu Camillo Benso Conte di Cavour a istituire la prima agenzia di stampa italiana, un vero e proprio organo di informazione a servizio del potere. Successivamente furono gli industriali a investire capitali nella fondazione di giornali per guadagnare consenso e trarne profitto”. Questioni ben lontane dalla vera missione di un giornale, cioè informare i cittadini – hanno commentato gli studenti cogliendo la centralità del tema, atavico quanto attualissimo, e il ruolo fondamentale di Ossigeno che censisce, assiste e sostiene i giornalisti che non si piegano ai “poteri” e cercano la verità.

“Quanti sono i giornlisti che non denunciano gli abusi subiti e perché non lo fanno?” ha chiesto in particolare uno studente. “I casi di cui noi osservatori veniamo a conoscenza sono solo la punta dell’iceberg – ha risposto Raffaella Della Morte di Ossigeno – I giornalisti hanno paura di subire ritorsioni se denunciano, soprattutto i cronisti locali che si ritrovano il mafioso al bar o per le strade del loro paese. Inoltre molti giornalisti hanno retribuzioni molto basse e quindi sono facilmente ricattabili: molti quindi non denunciano per evitare di perdere il lavoro, o di innescare un procedimento giudiziario le cui spese sarebbero per loro insostenibili”. “Perciò – ha sottolineato la giornalista sotto scorta Marilena Natale – il lavoro di Ossigeno è vitale. Se domani dovessero interromperlo, noi giornalisti minacciati cadremmo nell’anonimato, ci sentiremmo più soli o, peggio ancora, saremmo merce di scambio per la caccia dei voti alle elezioni dei vari sindacati”.

“È veramente un lavoro importantissimo, il vostro. Avete mai pensato di arrendervi?” ha chiesto una studentessa. “No. Mai. Sarebbe una dimissione da noi stessi”, è stata la risposta netta di Mennella.

A ritmo crescente si sono susseguite le domande e le risposte sul metodo e le attività di Ossigeno, sullo stato di salute della libertà di informazione a livello internazionale, sulla vicenda personale di Marilena Natale, sul valore sociale del giornalismo, che come ha ricordato il preside Francesco Rosati “nasce da un alto senso civile”.

La lezione ha dato vita a un dialogo intenso e costruttivo e ha dato a Ossigeno una nuova occasione per promuovere tra i più giovani la cultura dei diritti e la consapevolezza dell’importanza di difendere attivamente la libertà di stampa e di espressione, affinché gli ideali e i principi siano tutelati e affinché questa consapevolezza possa trasformarsi in azioni positive, perché occorre che valori siano difesi non solo dagli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto dai cittadini.

GPA

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