Markiv colpevole. Condannato a 24 anni dalla Corte d’Assise

Per concorso in omicidio per la morte del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, ucciso nella regione del Donbass (Ucraina) il 24 maggio 2014


Questa cronaca di Giacomo Bertoni è stata prodotta da Ossigeno per l’informazione in collaborazione con La Provincia Pavese, Unione Nazionale Cronisti Italiani, Ordine Giornalisti Lombardia per integrare le cronache dei media con un resoconto oggettivo, puntuale ed esauriente dello svolgimento del processo in corso al Tribunale di Pavia in cui è imputato il presunto responsabile dell’uccisione del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli e del giornalista russo Andrey Mironov. Questo testo è stato pubblicato sul sito web ossigeno.info ed è stato inviato a Vienna al Rappresentante per la Libertà dei Media dell’Osce, che segue con attenzione la vicenda. Leggi qui i precedenti articoli

Il 12 luglio 2019 la Corte d’Assise di Pavia ha condannato Vitaly Markiv, a 24 anni di reclusione per concorso in omicidio per la la morte del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, 30 anni, ucciso presso Sloviansk, nella regione del Donbass (Ucraina) il 24 maggio 2014, insieme al russo Andrei Mironov che era il suo traduttore.

La Corte d’Assise ha respinto la tesi difensiva che, da un lato, aveva inquadrato l’episodio come un danno collaterale involontario del conflitto armato in corso, dall’altro ha descrito l’imputato come un soldato che non aveva in uso dei mortai ma aveva soltanto il compito di vigilare e segnalare ai superiori i movimenti sospetti che si verificavano in quella zona. Il pubblico ministero ha contestato questa tesi affermando che i giornalisti erano dei testimoni molto scomodi, perché con le loro foto e i loro video “avevano rotto le scatole” testimoniando i soprusi e le violenze compiuti contro la popolazione civile.

Vitaly Markiv, 29 anni, italo-ucraino, era un militare della Guardia nazionale ucraina e nel processo era l’unico imputato. Il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva chiesto di condannarlo per concorso in omicidio a 17 anni, riconoscendogli le attenuanti generiche che riducono la pena di un terzo. La Corte non ha concesso le attenuanti e ha applicato la pena prevista per il reato di omicidio.

Quel 24 maggio 2014, insieme a Rocchelli c’erano l’interprete russo Mironov, che ha perso la vita anch’egli, e il fotoreporter francese William Roguelon, che si è salvato fuggendo, mentre molti colpi di mortaio cadevano intorno al taxi che li aveva portati in quella zona in cui nei giorni precedenti era stato segnalato un attentato. Rocchelli, Mironov, Roguelon erano andati in quella zona a rischio per documentare giornalisticamente gli scontri fra le forze nazionali e le formazioni ribelli filorusse.

Intervistato subito dopo il tragico incidente, Roguelon aveva detto che erano stati sparati contro di loro almeno 40 colpi di mortaio e uno aveva centrato il fosso in cui Rocchelli e Mironov si erano rifugiati. (Guarda il video di Corriere.it)

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