Libertà di stampa

Vittorio Feltri e Pietro Senaldi condannati per il titolo “Patata bollente” su Virginia Raggi

Il Pm aveva chiesto 3 anni di carcere per il primo e 8 mesi per il secondo – La querelante: avrebbe potuto chiedermi scusa, ha avuto 4 anni di tempo

AGGIORNAMENTO – Il 5 ottobre 2021 il processo presso la terza sezione penale del tribunale di Catania si è concluso con la condanna di Vittorio Feltri a una multa di 11 mila euro e a un risarcimanto danni provvisionale di 5 mila euro a Virginia Raggi, in attesa di determinare la somma dovuta con una causa civile. Pietro Senaldi è stato condannato a una multa di 5 mila euro con il beneficio della sospensione conditionale della pena.

OSSIGENO 3 ottobre 2021 – Ha suscitato critiche e proteste degli imputati la richiesta del pubblico ministero di condannare a 3 anni e 4 mesi di reclusione il giornalista Vittorio Feltri e 8 mesi di reclusione il suo collega Pietro Senaldi (leggi qui), sotto processo per diffamazione a mezzo stampa a Catania per il titolo ‘Patata bollente’ pubblicato in prima pagina sul quotidiano Libero il 10 febbraio 2017, con riferimento alle vicissitudini politiche della sindaca di Roma. Virginia Raggi ha querelato per l’uso di una espressione a doppio senso che allude al comportamento sessuale.

Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, che ha cancellato la sua iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti che si preparava a giudicarlo sul piano deontologico, il 28 settembre 2021, ai microfoni di Radio Radio, ha parlato di “pregiudizio” nei suoi confronti e ha invocato la sentenza della Corte Costituzionale che a giugno 2021 ha ristretto le circostanze in cui si possono infliggere pene detentive per diffamazione a mezzo stampa. “Piuttosto che andare in galera mi sparo alla testa”, ha detto (leggi qui).

Virginia Raggi ha commentato: ho atteso le sue scuse per quattro anni, non si è neppure presentato alle udienze, adesso attendo la sentenza. vedi

GB

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