Cosa sono le querele temerarie. Lo spiega l’avv. Caterina Malavenda

Alcune norme penalizzano chi ricorre a queste azioni legali ma i giudici “mostrano alcune remore” ad applicarle

OSSIGENO 11 NOVEMBRE 2022 – Quali querele sono temerarie? Perché sono contrastate debolmente? Perché i giornalisti querelati ci rimettono le spese legali anche quando vengono prosciolti dal giudice? Molti giornalisti si pongono queste domande alle quali, in un’intervista dal titolo “Cause pretestuose e aggressioni fisiche, i rischi per i giornalisti” ha risposto chiaramente l’avvocato Caterina Malavenda, esperta di diritto dell’informazione e avvocato difensore di molti giornalisti in processi per diffamazione a mezzo stampa.

Ossigeno ripropone alcuni brani fra quelli più interessanti delle risposte di Caterina Malavenda alle domande di Lorenzo Cipolla. L’intervista è stata pubblicata il 2 novembre 2022 da “In Terris- quotidiano digitale fondato da don Aldo Buonaiuto” che, nello stesso articolo parla dell’attività di Ossigeno per l’Informazione.

“E’ temeraria – afferma l’avv. Malavenda – l’iniziativa giudiziaria, in sede civile, non solo priva dei necessari presupposti, ma anche proposta con dolo o colpa grave o abusando dello strumento processuale. Ove venga accertata dal giudice, una simile condotta viene sanzionata con il riconoscimento di una somma di denaro a favore della parte, ingiustamente evocata in causa. Debbo, però, dire che purtroppo i giudici civili mostrano una certa remora a ricorrere alla norma processuale che ne prevede il riconoscimento, quasi non volessero fare un torto a chi ha agito, anche se la sua domanda è stata rigettata. Nel processo penale manca una norma analoga, salvo casi eccezionali che, in ogni caso, non comprendono mai il giornalista che, se ha esercitato il diritto di cronaca, viene assolto perché il fatto non costituisce reato, formula questa che non prevede la liquidazione di un danno da querela temeraria. Dunque, chi è chiamato davanti al giudice penale non rientra neppure delle spese che deve sostenere per difendersi e men che meno viene indennizzato per esser stato querelato ingiustamente”.

Leggi il testo integrale dell’intervista

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