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Strage Bologna. Gip archivia le accuse al giornalista che telefonò al giudice Leoni

Nel 2019 Silvio Leoni chiamò il presidente della Corte d’Assise suo omonimo per avere una dichiarazione per il quotidiano “Il Secolo d’Italia” – Accusato di minacce e hackeraggio – Ha subito sequestri e 36 mesi di processo 

OSSIGENO – 12 aprile 2021 – Il 3 aprile 2021 il gip del tribunale di Ancona ha disposto l’archiviazione del procedimento contro Silvio Leoni, cronista giudiziario del Secolo d’Italia, indagato dal 2019 dalla procura per una telefonata (ritenuta intimidatoria) al magistrato di Bologna suo omonimo Michele Leoni.

In quei giorni il magistrato presiedeva la Corte d’Assise del capoluogo emiliano e teneva udienze per giudicare l’esponente dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) Gilberto Cavallini, che tre mesi dopo fu condannato all’ergastolo per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

ACCUSATO DI HACKERAGGIO – Silvio Leoni, della cui vicenda ha già ampiamente riferito Ossigeno (leggi), fu accusato di minacce aggravate e accesso abusivo a un sistema informatico, con relativa perquisizione domiciliare e sequestro del cellulare a settembre 2019. L’accusa era nata dal fatto che aveva telefonato al giudice per chiedergli un’intervista sul processo riguardante la strage di Bologna, vicenda di cui il cronista si occupava da anni. Il procedimento è durato due anni e mezzo. “Ora voglio le scuse pubbliche dalla pm che– dice il giornalista – ha preso una cantonata e si è ostinata a continuare su quella strada, cercando di dimostrare, a tutti i costi, contatti dal mio cellulare con la destra eversiva”.

GLI AVVOCATI – Paolo Palleschi e Valerio Cutonilli, difensori di Leoni, hanno commentato: “Un giornalista è finito sotto inchiesta per aver provato ad avere un’intervista su un tema cui ha lavorato per decenni, accusato di hackeraggio e di aver minacciato turbandolo un magistrato nell’esercizio delle sue funzioni. Per fortuna il gip ha accolto la nostra richiesta di archiviazione” dice Palleschi, e Cutonilli ribatte: “L’archiviazione dell’indagine era scontata. Silvio Leoni si era limitato a compiere il suo dovere di giornalista”.

OSSIGENO – “Il caso Leoni, come avevamo previsto, si è sgonfiato. Ne siamo contenti. Rimane la preoccupazione ha dichiarato il presidente di Ossigeno per l’informazione, Alberto Spampinato – che questo caso possa costituire un precedente per privare, senza validi indizi, un giornalista del telefono, per leggere i documenti sul suo computer e tenerlo sotto processo per 36 mesi nonostante l’impianto accusatorio sia stato smontato dal tribunale del riesame”.

L’ODG NAZIONALE – Soddisfazione espressa anche dal presidente dell’Odg Carlo Verna: “Abbiamo seguito la vicenda con rispetto nei confronti della magistratura e alla fine si è conclusa con un’archiviazione. Rimane la perplessità, perché certe vicende non dovrebbero proprio cominciare. Ci devono essere le querele, certamente, se ledono veramente una persona e se non si rispecchia la verità. Ma che non siano temerarie. Chi ripaga delle sofferenze subite un cronista ingiustamente accusato?”. LT

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