A Chivasso troppe multe! Condannati due giornalisti. Ossigeno li aiuta per le spese legali

Nel 2014 Emiliano Rozzino e Liborio La Mattina pubblicarono su “La Voce” di Chivasso un rapporto dei vigili sulle multe di una settimana

OSSIGENO 1 giugno 2022 – L’Ufficio Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno vedi che opera in collaborazione con Media Defence, ha concesso un contributo in denaro a parziale copertura delle spese legali al giornalista Emiliano Rozzino, che ha raccontato la sua storia con questo testo scritto per Ossigeno

di Emiliano Rozzino – Grazie di cuore al presidente di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato, all’avvocato Andrea Di Pietro e al suo staff per la preziosa assistenza che ci è stata offerta. Di fronte a vicende giudiziarie come quelle di cui il sottoscritto e il direttore del giornale “La Voce”, Liborio La Mattina, siamo stati nostro malgrado protagonisti, trovare chi abbia voglia di ascoltare, di comprendere e anche di tendere una mano è una vera boccata di ossigeno nel vuoto che in questo periodo c’è intorno a quello che dovrebbe essere un baluardo della nostra professione: la libertà di stampa e l’esercizio del diritto di critica.

La nostra vicenda giudiziaria si è conclusa in Cassazione lo scorso 3 maggio 2022, con la sentenza che respinge il ricorso da noi presentato e ci condanna, in via definitiva, per il reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del sindaco pro tempore della città di Chivasso, centro di 30.000 abitanti in provincia di Torino.

I FATTI – Nell’autunno 2014 in una serie di articoli pubblicati dal settimanale locale “La Voce” abbiamo denunciato un aumento delle contravvenzioni da parte della Polizia Municipale di Chivasso per violazioni del codice della strada e davamo voce alle lamentele di cittadini ed automobilisti della zona.

Un tema, all’epoca, molto sentito dalla popolazione, dalla classe politica, che sul punto aveva promosso raccolte firme e presentato interpellanze in Consiglio comunale, e un po’ da tutti i media concorrenti, che pubblicavano articoli dai toni per lo più equivalenti ai nostri. Un trend, quello dell’aumento delle sanzioni, che troverà poi conferma anche nelle entrate dei bilanci preventivi e consuntivi degli anni successivi del Comune di Chivasso, ma questa è un’altra storia.

In uno di questi articoli, oggetto della querela per diffamazione, pubblicavamo il report dell’attività settimanale svolta da una squadra di agenti della Polizia Municipale, giunta nelle nostre mani da fonte ovviamente interna al Comando chivassese. Considerandola un’informazione significativa per la collettività, noi ritenemmo fosse un nostro dovere renderla pubblica.

Nonostante l’autorevolezza della fonte e l’autenticità del documento, l’allora sindaco – che aveva la delega alla Polizia Municipale – denunciò per diffamazione il sottoscritto, estensore dell’articolo, il direttore responsabile e si costituì parte civile nel procedimento che si aprì in tribunale a Biella.

Senza entrare nel merito di questi anni di processo, mi preme sottolineare come non ci siamo mai sottratti al confronto, al dibattito, al dialogo, mettendoci a disposizione della magistratura.

La causa intentata dall’allora amministrazione, iniziata a fine 2014, per sei lunghi anni è sempre stata di dominio pubblico a Chivasso.

Era notorio, negli ambienti della politica locale, del Consiglio comunale, che il sindaco avesse querelato La Voce, il giornalista Emiliano Rozzino e il direttore responsabile Liborio La Mattina, e che i rapporti fra il sindaco e il giornale fossero pessimi.

Il tribunale di Biella, con sentenza n. 144/19 depositata in data 03/05/2019, ha condannato il sottoscritto e il direttore responsabile del giornale ad una pena pecuniaria ed al pagamento delle spese processuali, oltre al risarcimento dei danni patiti dalla costituita parte civile.

La Sezione Terza Penale della Corte d’Appello di Torino, con sentenza del 22/11/2021 ha confermato la sentenza di primo grado e il ricorso in Corte di Cassazione, infine, è stato dichiarato illegittimo. Con motivazioni che ancora non conosciamo. Emiliano Rozzino

ASP

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