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Violazioni verificate

Trento. Ex deputato accusato di assenteismo perde la causa e deve pagare le spese

Mauro Ottobre aveva citato per diffamazione “La Voce del Trentino”. Il giudice ha stabilito che il giornale ha riferito fatti veri e notori e gli articoli non possono essere considerati la causa del suo insuccesso alle elezioni amministrative

OSSIGENO 29 aprile 2021 – ‘La Voce del Trentino’, che in alcuni articoli pubblicati nel 2018 ha definito l’ex deputato Mauro Ottobre recordman degli assenteisti, non lo ha diffamato né gli deve alcun risarcimento danni. Lo ha deciso l’8 aprile 2021 il Tribunale civile di Trento.

Il giudice Massimo Morandini ha rigettato la richiesta di circa 120 mila euro di risarcimento avanzata dall’ex parlamentare con una citazione per danni da diffamazione a mezzo stampa al giornalista Alfonso Norelli, all’epoca direttore responsabile, e all’editore Roberto Conci. La sentenza afferma che il quotidiano online ha riportato fatti reali e condanna l’ex parlamentare a risarcire circa 24 mila euro di spese legali all’editore e al direttore responsabile.

L’ACCUSA – A giudizio di Mauro Ottobre, alcuni articoli critici (leggi) che riportavano dati statistici sulle sue numerose assenze in Parlamento avevano leso la sua reputazione e la sua immagine e avevano compromesso il buon esito della campagna elettorale per le amministrative della provincia autonoma di Trento del 2018, non consentendogli di ottenere i voti necessari per entrare in consiglio provinciale.

LA CAUSA – Nell’autunno 2018, subito prima delle elezioni amministrative della provincia autonoma di Trento, il quotidiano pubblicò tre articoli sull’ex deputato Mauro Ottobre, candidato con una lista messa insieme ad appena 15 giorni dal voto. Si riportavano le sue numerose assenze nella legislatura 2013/2018 (il 60,98% del totale) e si denunciava criticamente la scarsa produttività. Mauro Ottobre non fu eletto e citò per danni l’editore Roberto Conci, difeso dall’avvocato Andrea Bolner, e il direttore Alfonso Norelli, difeso dall’avvocato Giuseppe Lavorgna. Chiese, prima con una lettera, poi con la causa civile, di essere risarcito per le spese elettorali sostenute e anche per la mancata elezione (causata a suo dire dal discredito gettato sulla sua persona dalla testata) che gli ha impedito di ottenere le indennità che ne sarebbero conseguite.

LA SENTENZA –  Il giudice ha rigettato la richiesta affermando fra l’altro che “la scarsa partecipazione all’attività parlamentare e la modesta produttività del deputato (erano, ndr) già noti all’opinione pubblica (…) è del tutto evidente l’interesse della collettività ad essere informata dell’attività di un parlamentare, tanto più allorquando, nel legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica, se ne stigmatizzi certi comportamenti che obiettivamente sono degni di censura (…) ricorre anche il presupposto della correttezza espositiva dei fatti (…), non si ravvisa l’impiego di termini o espressioni dal contenuto gratuitamente diffamatorio”. Il giudice ha ritenuto “quantomeno singolare che l’attore abbia promosso il presente giudizio”.  Quanto agli articoli contestati, ne ha escluso la natura diffamatoria e ha commentato: “Non è dato comprendere come l’attore li ritenga lesivi dell’onore e della reputazione, quando anni prima analoghi articoli erano stati pubblicati su testate giornalistiche ben più note della ‘Voce del Trentino’, e mai contestati (…)  non vi è alcuna prova del nesso di causalità tra la pubblicazione degli articoli in questione e la mancata elezione a consigliere provinciale”.

L’EDITORE –  Non è la prima volta che il giornale finisce sotto tiro (vedi). “Questa – ha dichiarato a Ossigeno l’editore Roberto Conci – è stata una causa intimidatoria. Noi abbiamo raccontato la verità riprendendo i dati dell’assenteismo da una fonte attendibile quale è la Fondazione Openpolis. Abbiamo pubblicato dati che altri giornali locali avevano già riferito senza essere smentiti né citati in giudizio. I piccoli giornali online come il nostro subiscono questo genere di intimidazioni perché non hanno le spalle larghe quanto altri. ‘La Voce del Trentino’ è stata ricattata, vessata, minacciata, denigrata, insultata; ma per fortuna rappresentiamo una realtà in crescita e abbiamo seguito sul nostro territorio. Perciò non molliamo. So che altre testate, intimidite come la nostra, per paura hanno deciso di cambiare linea. Io credo che tutti, anche l’Ordine dei Giornalisti e il sindacato dovremmo fare di più di fronte a questi problemi”.

IL DIRETTORE – Alfonso Norelli, direttore responsabile all’epoca dei fatti, ha commentato con Ossigeno: “Iniziativa e richiesta erano fuori luogo, basate su argomentazioni prive di fondamento. Il mio avvocato, che ringrazio pubblicamente, ed io siamo sempre stati sereni. Rimane l’amarezza per un’azione giudiziaria  che non ci sembra promossa in nome della giustizia e della verità dei fatti e che ha sottratto tempo da dedicare a cause degne di attenzione”.

LT

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