Memoria

44 anni fa Peppino Impastato ucciso a Cinisi perché denunciava il capomafia

La sua storia su “Cercavano la verità” www.giornalistiuccisi.it – Le iniziative di Ossigeno con le scuole – La riqualificazione del casolare in cui fu ucciso 

OSSIGENO 8 maggio 2022 – Quarantaquattro anni fa, il 9 maggio 1978, lo stesso giorno del ritrovamento a Roma del corpo senza vita di Aldo Moro rapito 55 giorni prima dalle Brigate rosse, a Cinisi (Palermo) fu ucciso Giuseppe Impastato,, da tutti chiamato Peppino. Aveva trent’anni. Fu ucciso da sicari mafiosi che con una messinscena riuscirono a far credere che fosse stato dilaniato dall’esplosione di un ordigno mentre lui stesso organizzava un attentato dinamitardo. La vera natura mafiosa di quell’omicidio premeditato è stata portata alla luce dopo anni di indagini e depistaggi. Per fare luce e giustizia ci sono voluti la determinazione e il coraggio di sua madre Felicia, del fratello Giovanni, e soprattutto dei suoi compagni, in particolare di Umberto Santino, e l’impegno del giudice Rocco Chinnici (anche lui ucciso dai mafiosi, nel 1983). Oggi sappiamo che a chiedere la morte di Peppino Impastato furono i mafiosi Vito Palazzolo e Gaetano Badalamenti.

CHI ERA – La sua storia è raccontata dettagliatamente sul sito “Ossigeno-Cercavano la verità” (leggi) dove sono raccolti documenti e testimonianze sul suo impegno giornalistico, politico e culturale, e dove è ricostruita la vicenda della ricerca dei responsabili della sua morte.

Peppino proveniva da una famiglia mafiosa, dalla quale aveva deciso di allontanarsi. Era un militante di sinistra e al momento della sua uccisione era candidato al consiglio comunale. All’attività politica affiancava la passione per la musica e la poesia, e l’impegno giornalistico. Nel suo paese fondò una piccola radio locale, Radio Aut, dalla quale denunciava i traffici illeciti del potente capomafia del paese Gaetano Badalamenti. Lo faceva utilizzando soprattutto l’arma tagliente della satira.

SEMI DI LEGALITÀ – Ossigeno ha ricordato la storia, l’impegno e l’eredità di Peppino Impastato con studentesse e studenti del Liceo Linguistico “Sacri Cuori” di Barletta (leggi) e del Liceo Classico “De Sanctis” di Trani (vedi). Gli incontri si sono svolti nell’ambito del progetto “Semi di legalità” del Settore Giovani dell’Azione Cattolica della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, promosso in collaborazione con Ossigeno. Fra i trenta giornalisti italiani uccisi, Molti studenti hanno scelto di approfondire la storia di Peppino Impastato perché, ha detto, un loro rappresentante, “lo sentiamo uno di noi”. A partire dalla documentazione raccolta su www.giornalistiuccisi.it le classi hanno approfondito chi era Peppino e quanto ancora oggi può essere rischioso fare libera informazione e portare alla conoscenza di tutti storie di mafia.

LE INIZIATIVE – Tante le manifestazioni che si svolgeranno in tutta Italia, dove, soprattutto tra i più giovani, Peppino Impastato è un simbolo di coraggio e di lotta alla mafia. Ricco il programma di eventi promosse dalla “Casa Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi, che quest’anno dedica particolare attenzione al trentesimo anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Le iniziative raccolte nel cartellone “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo” si sono aperte il 4 maggio con la presentazione del progetto di riqualificazione del casolare in cui fu ucciso Peppino, a Cinisi. Grazie a fondi della Città metropolitana di Palermo e della Regione Siciliana il terreno è stato espropriato e quel luogo di morte diventerà un centro culturale per la lotta contro le mafie. Il 9 maggio, si svolgerà il consueto presidio presso il casolare con la partecipazione di associazioni, familiari e compagni di Peppino, e il corteo da Radio Aut (Terrasini) a Casa Memoria (Cinisi). GPA

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