Libertà di stampa

3 Maggio. Messaggio del Commissario dei Diritti Umani a Ossigeno

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Gli auguri di buon lavoro di Dunja Mijatovic del Consiglio d’Europa che esprime apprezzamento per il monitoraggio delle minacce svolto dall’Osservatorio  

Caro Alberto, cari amici, cari colleghi,

è passato un po’ di tempo da quando ci siamo visti ma vi posso assicurare che la mia volontà e impegno nel continuare a lottare per la sicurezza dei giornalisti non sono cambiati. Posso solo dire che sono diventati più importanti nel mio nuovo ruolo di Commissaria per i Diritti umani del Consiglio d’Europa.

Cari amici,

la sicurezza dei giornalisti in Europa attraversa un momento davvero critico. Le uccisioni brutali dei giornalisti investigativi Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak ci hanno tragicamente ricordato dei rischi che i giornalisti ancora oggi corrono in Europa. Così come per altre uccisioni nel passato, anche queste avrebbero potuto essere evitate se lo stato avesse reagito più tempestivamente e seriamente alla minacce che essi avevano ricevuto.

Allo stesso tempo, essi rappresentano solo la più visibile punta di un iceberg di minacce che mette in pericolo i giornalisti e di conseguenza le nostre democrazie. Se tengono davvero alla democrazia e allo stato di diritto, gli Stati devono proteggere i giornalisti. Ritengo che il monitoraggio verificato degli attacchi ai giornalisti rappresenta un buon esempio di come attuare le raccomandazioni che il Consiglio d’Europa, il Parlamento europeo e le Nazioni Unite hanno rivolto agli stati membri.

Il monitoraggio di Ossigeno ha già prodotto il risultato importante di rendere il problema degli attacchi ai giornalisti più visibile e impossibile da negare. Ora è necessario fare un passo avanti e migliorare la cooperazioni tra diverse istituzioni, soprattutto tra la polizia, ONG e le associazioni di categoria dei giornalisti.

È molto incoraggiante vedere che quest’anno Ossigeno e l’AGCOM celebreranno il World Press Freedom Day a Roma con il patrocinio dell’UNESCO. Spero che questo tipo di cooperazione tra istituzioni pubbliche e ONG possa essere ulteriormente sviluppato in Italia e possa servire da esempio in altri paesi per rafforzare la sicurezza dei giornalisti.

Ciò che è in gioco qui non è solo il futuro della stampa, del giornalismo ma anche quello delle nostre democrazie.

Gli attacchi sia contro noti giornalisti d’inchiesta sia freelance precari vanno aldilà dei casi individuali e devono preoccupare tutti noi.

Spero che l’evento che state organizzando a Roma aiuterà gli Stati, i giornalisti, le ONG e la società civile ad unirsi per compiere sforzi congiunti nel migliorare la sicurezza dei giornalisti in Europa.

Vi auguro un felice World Press Freedom Day!

Stay safe!

IF

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