Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

A Vittoria il sindaco paragona a un killer il cronista che lo critica

Giuseppe Bascietto gli chiedeva di commentare un omicidio – Lui  aveva dichiarato all’Ansa ma nessuno lo aveva saputo

OSSIGENO 6 marzo 2024 – Dopo un delitto di mafia commesso a Vittoria (Ragusa) il 27 febbraio 2024 nel contesto di una contesa fra i clan mafiosi locali per il controllo delle piazze di spaccio, il sindaco Francesco Aiello ha replicato con un post gravemente offensivo a giornalista Giuseppe Bascietto che da giorni lo accusava di reticenza per non aver commentato subito e pubblicamente quell’omicidio.

“Un delinquente usa la penna come i killer usano la pistola”, ha scritto il sindaco senza fare il nome del giornalista, ma in un contesto in cui il riferimento è apparso implicito. La vicenda di Vittoria si è sviluppata interamente sui social, subito dopo l’omicidio.

L’enormità dell’affermazione del sindaco in probabile riferimento a una persona che ha meritato da anni la pubblica stima per il suo operato e la sua competenza, che pochi anni fa è stato in pericolo e ha dovuto lasciare Vittoria ed è stato tutelato dalle forze dell’ordine, ha suscitato un’ondata di solidarietà per il cronista. Sono state numerose le dichiarazioni di solidarietà a cui si aggiunge l’attestazione di Ossigeno.

“I cronisti – commenta il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato – meritano sempre rispetto. I pubblici amministratori devono sopportare le critiche con pazienza, rispondendo nel merito, evitando il sarcasmo e la tentazione di sfuggire a questo obbligo delegittimando chi ha da ridire sul loro operato. Può essere molto faticoso, ma questa è la croce che i sindaci devono portare e non possono scaricarla sulle spalle dei giornalisti”.

GIUSEPPE BASCIETTO è originario di Vittoria e vive a Roma, dove lavora per l’ufficio stampa della CISL . Segue con continuità le vicende politiche e di cronaca cittadina, è esperto di mafia e autore di  apprezzati saggi sulla materia.

Il 27 e 28 febbraio 2024 ha sollecitato più volte il sindaco Aiello a rompere il “silenzio” su quell’omicidio. Ha continuato anche nei giorni successivi, finché il 2 marzo il sindaco gli ha dedicato il post che lo paragona ai sicari della mafia.  Ai più la frase è parsa ingiusta ed  inspiegabile. Finché il giorno dopo, il 3 marzo, il sindaco ha pubblicato sul suo profilo Facebook una notizia ANSA diffusa in rete il giorno dopo l’omicidio, a tarda sera, in cui egli commenta le conseguenze di quel delitto, denuncia il dilagare del traffico di droga, esprime preoccupazione per la sicurezza dei suoi concittadini e cheide di fermare i clan criminali. Con quella pubblicazione, probabilmente, ha voluto dire che il giornalista lo accusava falsamente di aver mantenuto il silenzio.

La diffusione sui social della dichiarazione rilasciata dal sindaco quattro giorni prima all’ANSA ha colto tutti di sorpresa, anche i cronisti e i giornali locali e gli stessi collaboratori del sindaco. Nessuno di loro ne era a conoscenza. Insomma quella dichiarazione è apparsa come le battute che in teatro gli attori dicono “fuori scena”, quelle che gli altri personaggi non odono.

La vicenda fa riflettere su come e dove si svolge il dibattito pubblico nei nostri comuni e sul ruolo “fuori scena” che, a quanto sembra, può essere assegnata ai giornali e alle agenzie di stampa locali, come nelle commedie degli equivoci. ASP

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.