Carcere per i giornalisti. Corte Costituzionale deciderà il 9 giugno in udienza pubblica

Saranno esaminate le eccezioni sollevate nel 2019 dai tribunali di Modugno e Salerno. Ossigeno: speriamo che il Governo corregga il tiro e la Corte richiami la giurisprudenza europea

Il 9 giugno 2020 la Corte Costituzionale deciderà se sia legittimo il carcere per i giornalisti condannati in via definitiva per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Si discuteranno in udienza pubblica le ordinanze emesse un anno fa dal tribunale di Salerno e dal tribunale di Bari – sezione di Modugno. Si conoscerà così ufficialmente la posizione del premier Giuseppe Conte e del Governo italiano a cui il Consiglio d’Europa ha chiesto chiarimenti in seguito a un alert dell’AEJ – Association of European Journalist, pubblicato il 5 maggio 2020 sulla Piattaforma per la protezione del giornalismo e la sicurezza del giornalismo (vedi), citando una sollecitazione di Ossigeno per l’informazione in merito alla memoria rappresentata alla Corte dall’Avvocatura dello Stato che difende la legittimità del carcere per questo reato.

ODG – “Tutto come aveva chiesto l’Ordine nazionale dei giornalisti, difeso dall’avvocato Giuseppe Vitiello. Siamo in piena epoca Coronavirus e – ha dichiarato Carlo Verna, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – comprendiamo che il Governo oggi abbia altre incombenze pressanti, ma quella del carcere ai giornalisti in Italia, come ha notato contrariato il Consiglio d’Europa, è questione tanto annosa quanto, aggiungiamo noi, vergognosa. L’appuntamento c’è  e presto, manca Lancillotto, nel senso che non è accettabile una mancata diversa indicazione della Presidenza del Consiglio all’Avvocatura generale dello Stato, costituitasi per chiedere il rigetto della questione di legittimità costituzionale. Come dire che per  le nostre istituzioni va bene così”.

OSSIGENO – “Spero che il governo corregga il tiro. Speriamo che La Corte costituzionale richiami la giurisprudenza della Corte Euroepea dei diritti umani che spesso non viene applicata in Italia”, ha commentato Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno.

La vicenda è stata ricostruita da Pierluigi Franz, Presidente del Sindacato Cronisti Romani, in una nota diffusa dall’Associazione Stampa Romana (Leggi).

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