Grasso: contro gli attacchi un fronte comune

Il senatore ha ribadito il suo impegno a tutela dei cronisti. La redazione de L’Ora “primo nucleo dell’antimafia della speranza”

“La battaglia per la libertà di stampa e la tutela dei giornalisti non è di categoria o sindacale: è una battaglia per la democrazia e la legalità. Grazie Ossigeno per aver creato la scorta civica” così il senatore Pietro Grasso al convegno “Troppe minacce ai giornalisti. Allarme dell’ONU”.

L’ex procuratore nazionale antimafia e presidente del Senato ha ribadito il suo impegno in Parlamento a tutela dei cronisti e a sostegno del diritto a essere informati.

“Le aggressioni ai cronisti sono continue per questo dobbiamo tenere alta la nostra attenzione”, ha sottolineato menzionando in particolare i casi dei cronisti sotto scorta Paolo Berizzi di Repubblica e Nello Scavo di Avvenire. “Berizzi è da mesi sotto attacco per aver raccontato il mondo dell’estrema destra con le sue inchieste e nel suo libro Nazitalia. Paradossale in un Paese in cui le organizzazioni che si richiamano al fascismo sono considerate fuori dalla legge e dalla Costituzione. Scavo, invece, è stato messo sotto tutela dallo Stato per le minacce ricevute dall’ex capo della guardia costiera libica, fotografato con autorità italiane in Sicilia. Uno scoop che dovrebbe spingerci tutti a pretendere chiarimenti sulle responsabilità italiane di quanto avviene in Libia”.

In conclusione Grasso ha ricordato i giornalisti uccisi dell’Ora di Palermo, redazione  dove – ha detto – “è nato il primo nucleo dell’antimafia della speranza e della consapevolezza. Un giornale al quale sono particolarmente legato perché è grazie alle sue inchieste che è germogliato il mio sogno di cercare la verità facendo il magistrato inquirente”.

GPA

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