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Minacce a Paolo Berizzi. 7 perquisizioni disposte da Procura Bergamo

Fra loro, ultras del calcio. Sequestrati computer e cellulari. Inchiesta per minacce aggravate e diffamazione per le numerose intimidazioni anonime del 2019 rivolte al giornalista che dal 1 febbraio 2019 vive sotto scorta

Il 19 maggio 2020 i carabinieri di Bergamo hanno eseguito sette perquisizioni domiciliari nei confronti di sette persone che dovranno rispondere dei reati di minacce aggravate e diffamazione a mezzo stampa nei confronti del giornalista Paolo Berizzi, inviato speciale del quotidiano Repubblica. Berizzi vive a Bergamo e dal 1 febbraio 2019 è protetto da una scorta della polizia a causa delle ripetute gravi minacce ricevute in relazione alla pubblicazione di articoli e inchieste esclusive sulla riorganizzazione di gruppi e movimenti neofascisti. (leggi)

Le perquisizioni sono state effettuate nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Bergamo per scoprire gli autori delle minacce che sono state rivolte nel 2019 al giornalista tramite Facebook. Le persone sottoposte a perquisizione sono italiane e risiedono nelle province di Milano, Brescia, Varese, Trieste, Lucca, Vicenza e Rovigo. Uno di loro è minorenne. Tre hanno precedenti penali. A quanto si è potuto sapere, la maggior parte di loro apparterrebbe alle tifoserie dell’Inter e del Verona. Durante le perquisizioni sono sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari.

Paolo Berizzi conduce, da diverso tempo, sulle pagine di Repubblica, un puntuale lavoro d’inchiesta sulla rinascita e sull’organizzazione di gruppi di estrema destra, specie nel Nord Italia; ha denunciato i legami tra questi gruppi e il mondo delle tifoserie calcistiche. Il giornalista ha raccolto il suo lavoro d’inchiesta nel libro Nazitalia, le cui presentazioni sono state più volte contestate dagli attivisti di estrema destra. Contro Berizzi sono stati esposti più volte striscioni, davanti allo stadio o sui cavalcavia. Davanti alla sua abitazione sono comparse scritte minacciose. Sui social network è stato ripetutamente insultato e minacciato.

RDM

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