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Assistenza Legale

Non ci puoi filmare! Prosciolto video cronista denunciato a Roma dai vigili nel 2019

Fu fermato e portato in caserma per aver rifiutato di cancellare il filmato. Accusato di interruzione di pubblico servizio. Difeso in giudizio da Ossigeno

OSSIGENO 21 aprile 2022 – di Oreste Vighi – Il 28 marzo 2022 il giornalista freelance Cosimo Caridi è stato prosciolto dal GIP di Roma Dottor Arturi  che ha emesso Decreto di archiviazione . Nel 2019 era stato denunciato per interruzione di pubblico servizio dagli agenti della polizia municipale di Roma perché aveva filmato un loro intervento di ordine pubblico e aveva rifiutato di cancellare le immagini che aveva registrato.Il video cronista aveva ricevuto solidarietà sia da numerosi suoi colleghi sia dalle istituzioni di categoria dei giornalisti.

Nel procedimento giudiziario è stato difeso dall’avvocato Andrea Di Pietro, per incarico dell’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno, che ha sostenuto le spese insieme a Media Defence.

OSSIGENO e il suo legale esprimono grande soddisfazione e sottolineano l’importanza strategica di questo caso che dà visibilità a una problematica che meriterebbe maggiore attenzione perché a volte, come mostra in modo eclatante questo episodio, ad intimidire i cronisti per il loro lavoro sono appartenenti alle Forze dell’Ordine, incaricate di garantire l’ordine pubblico che considerano l’attività di documentazione svolta dai cronisti una indebita intromissione. Il caso Caridi non è l’unico a dimostrarlo. Perciò Ossigeno ha promosso un codice di condotta e l’avvio di un dialogo fra forze dell’ordine e organizzazioni che tutelano la libertà di informazione e il diritto di cronaca. leggi 

L’EPISODIO – Il 10 dicembre 2019 Cosimo Caridi si trovava a Roma, in via Minghetti, in pieno centro. Aveva seguito una manifestazione di protesta dei sindacati e mentre si allontanava si era accorto che alcuni agenti della polizia municipale stavano effettuando il fermo di un ambulante straniero, che nel tentativo di allontanarsi era caduto a terra. Il cronista aveva acceso la telecamera e aveva iniziato a riprendere la scena tenendosi a distanza. La sua presenza con la telecamera in mano aveva infastidito gli agenti. Uno di loro si era avvicinato al cronista e aveva coperto l’obiettivo con le mani. Quindi gli aveva chiesto di esibire i documenti. Intanto altri vigili, che erano giunti sul posto, avevano portato a termine il fermo dell’ambulante. A Caridi gli agenti avevano chiesto di cancellare immediatamente il filmato. Il giornalista si era rifiutato invocando il diritto di cronaca. Ciò aveva irritato gli agenti che lo avano accusato di non conoscere la normativa sulla materia: “Stai rischiando l’arresto”, gli avevano detto. Uno dei due agenti aveva detto a Cosimo Caridi che se fosse stato senza divisa “gli avrebbe spaccato la telecamera in testa”. Poi i due lo avevano portato in caserma, in Campidoglio, dove era stato trattenuto per oltre due ore ed è stata formalizzata la denuncia contro di lui.

Ossigeno aveva commentato l’episodio riproponendo l’esigenza di incontri fra poliziotti e giornalisti per rendere non occasionale la conoscenza dei reciproci diritti e prerogative. Aveva inoltre suggerito di chiudere l’incidente con le scuse, evitando la denuncia all’autorità giudiziaria.

ASP

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Notizie sull’attività dell’Ufficio Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno

Chi ha avuto assistenza legale da Ossigeno 

 

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