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Processo Rocchelli, assenti i testi della difesa

Temono ritorsioni o di essere arrestati al termine dell’udienza, anche se la Corte lo ha escluso. Alcuni sono ancora oggi militari impegnati in azioni di guerra

Questa cronaca di Giacomo Bertoniè stata prodotta da Ossigeno per l’informazione in collaborazione con La Provincia Pavese, Unione Nazionale Cronisti Italiani, Ordine Giornalisti Lombardia per integrare le cronache dei media con un resoconto oggettivo, puntuale ed esauriente dello svolgimento del processo in corso al Tribunale di Pavia in cui è imputato il presunto responsabile dell’uccisione del fotororeporter italiano Andrea Rocchelli e del giornalista russo Andrey Mironov. Questo testo è stato pubblicato sul sito web ossigeno.info ed è stato inviato a Vienna al Rappresentante per la Libertà dei Media dell’Osce, che segue con attenzione la vicenda. Leggi qui i precedenti articoli

Temono di essere arrestati al termine dell’udienza, per questo non vogliono presentarsi. E infatti alcuni testi citati dalla difesa di Vitaly Markiv, unico imputato nel processo per cercare la verità sulla morte del fotoreporter Andy Rocchelli, non si sono presentati all’udienza di venerdì 22 marzo. 

Gli avvocati della difesa e il rappresentante civile dell’Ucraina hanno spiegato che i testi citati temono per la loro incolumità, alcuni di loro sono ancora oggi militari impegnati in azioni di guerra, e temono di subire un arresto al termine dell’udienza. Annamaria Gatto, la presidente del tribunale, che presiede la corte al processo Rocchelli, ha escluso, in base alla legge italiana e alle convenzioni internazionali, che i testimoni possano essere arrestati dopo la loro deposizione. Riguardo la loro incolumità, la presidente del tribunale ha prospettato l’attivazione delle misure di sicurezza necessarie, chiedendo l’intervento del comitato sicurezza della prefettura, che potrebbe garantire una scorta costante dei testi durante la loro permanenza in città. Tra le misure messe a disposizione vi è anche la decisione di effettuare un’udienza a porte chiuse, così da garantire l’anonimato dei militari ancora in servizio. Gli avvocati della difesa, Raffele Della Valle e Donatella Rapetti, hanno fatto sapere che invieranno ai testi il verbale dell’udienza nella quale vengono ribadite tutte le misure di sicurezza che saranno messe in campo per la loro protezione. 

Nel caso in cui, nonostante le rassicurazioni del codice e della corte, i testi rifiutassero di presentarsi, sarebbe necessario avviare una rogatoria internazionale. Ma, in questo caso, i tempi del processo rischiano di slittare considerevolmente, come minimo di tre mesi. La sentenza però è prevista per giugno. 

Venerdì 22 marzo è stata chiamata a testimoniare, dalla difesa di Markiv, Natalia Chernolutska, responsabile ufficio legale dell’unità militare 3066, l’unità della guardia nazionale ucraina nella quale prestava servizio Vitaly Markiv. Alla teste è stato mostrato un documento apparso su un sito chiamato “Primavera russa”, dal quale sembra emergere che le autorità ucraine siano intenzionate a collaborare nel processo fornendo solo elementi positivi e finalizzati all’assoluzione di Markiv. Secondo Chernolutska il documento è un falso: «Tutti i documenti che escono dalla guardia nazionale – ha spiegato Chernolutska – devono essere vagliati, timbrati e registrati in un apposito registro. Ma così non è. Manca il timbro, il numero di protocollo non coincide con quello presente nel registro, è diversa l’impostazione grafica della pagina e il nome del comandante firmatario è scritto sbagliato, manca una lettera “l”».

Natalia Chernolutska ha poi presentato alla corte un comunicato pubblicato sul sito della guardia nazionale ucraina il 25 settembre 2017 nel quale la guardia nazionale prendeva le distanze dal documento, definendolo «totalmente falso». 

Ora l’attenzione si concentra sull’udienza del 12 aprile, nella quale gli avvocati della difesa renderanno nota la risposta dei testi citati. In caso di non disponibilità a presentarsi in udienza potrebbe partire una rogatoria internazionale. Giacomo Bertoni

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