Diffamazione. Contro-querela per calunnia. Quando e come si può

OSSIGENO – 9 ottobre 2020Tre semplici domande e risposte basate sull’esperienza dell’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno

Molte querele per diffamazione a mezzo stampa che colpiscono i giornalisti sono temerarie o infondate (Leggi il dossier Taci o ti querelo!). Sono più della metà, secondo la stima più che prudente di Ossigeno. E in tre anni il numero di queste querele è aumentato del 50% (da seimila a novemila ogni anno.

Queste querele, insieme alle cause per danni da diffamazione a mezzo stampa, notoriamente sono lo strumento di intimidazione e di censura più facile e incontrastato utilizzato in Italia per imbavagliare giornali e giornalisti scomodi.

Di fronte a queste querele i giornalisti sono bersagli deboli e indifesi, con qualche piccola eccezione. Sono  deboli e rassegnati a subire, anche se in alcuni casi potrebbero reagire. Come? Ad esempio contro-querelando per calunnia chi li ha accusati ingiustamente e costretti a subire un processo. Molti giornalisti non sanno neppure che questa possibilità esiste e quando lo apprendono chiedono: ma si può fare veramente? E con quali speranze di successo? Ed entro quali termini?

Il giornalista Tommaso Nelli ha formulato queste e altre domande dopo aver ascoltato le relazioni di Ossigeno al corso di formazione su “Rettifiche e diffamazione. Una prassi positiva per assolvere diritti e doveri” che si è tenuto venerdì 18 settembre 2020 alle “Officine Garibaldi” di Pisa. (Leggi le domande che ci ha rivolto),

Dalla sua esposizione Ossigeno ha ricavato tre semplici quesiti ai quali risponde qui di seguito nel modo più semplice possibile, avvalendosi della consulenza dell’avv. Andrea Di Pietro, coordinatore dell’Ufficio Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno, legale di valore con vasta esperienza in questo settore, che ha anche scritto il modo più articolato il suo parere in questo articolo.

Domanda n.1 – Se la querela per diffamazione a mezzo stampa contro di me è stata archiviata dal giudice, posso denunciare il mio querelante accusandolo di calunnia?

Risposta n.1 – Sì, certamente. Il querelato può reagire con una denuncia per calunnia a una querela appena ne ha notizia e il momento migliore per farlo è dopo che la la querela è stata archiviata. E’ evidente che nell’uno e nell’altro caso chi reagisce in questo modo deve essere certo (e avere le prove) che il querelante era pienamente consapevole di accusare un innocente.

Domanda n.2 Entro quanto tempo si può presentare la denuncia per calunnia?

Risposta n.2 – La denuncia per calunnia può essere proposta in qualsiasi momento e non ci sono termini di scadenza, essendo la calunnia un reato procedibile d’ufficio. Tuttavia si raccomanda di fare attenzione che la calunnia non sia troppo tardiva rispetto alla querela, percchè nel frattempo il reato potrebbe essere prescritto. Ciò avviene sette anni e mezzo dopo la data di commissione del fatto, per l’ipotesi base del reato di calunnia
Domanda n.3  Nel caso concreto riferito da Tommaso Nelli (archiviazione del GIP – leggi) la calunnia può essere provata?
Risposta n.3 – Per rispondere a questa domanda sarebbe necessaria una conoscenza approfondita delle carte processuali. Noi consigliamo sempre di presentare una denuncia per calunnia soltanto quando si è in grado di provare il dolo diretto subito, ovvero se si può provare che la persona che ci ha querelato aveva piena consapevolezza della nostra  innocenza. L’esperienza dice che contro le querele infondate per diffamazione a mezzo stampa è più arduo fornire la prova della calunnia, perché queste querele hanno una marcata connotazione “passionale”, anche quando sono palesemente infondate, come scrive anche il GIP per il caso di Tommaso Nelli.
ASP

 

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