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L’ex deputato definito ‘re degli assenteisti’ perde anche in appello

Mauro Ottobre aveva querelato ‘La Voce del Trentino’ che lo aveva definito così per le sue numerose assenze in Parlamento. La Corte dà ragione ai giornalisti

OSSIGENO 19 luglio 2022 – La seconda sezione civile della Corte di appello del Tribunale di Trento, presieduta dal giudice Mario Bazzo, ha confermato che la testata online ‘La Voce del Trentino’, il suo editore Roberto Conci e il direttore dell’epoca, il giornalista Alfonso Norelli non hanno diffamato l’ex onorevole Mauro Ottobre, che li ha querelati per alcuni articoli pubblicati a ottobre 2018 nei quali lo hanno definito ‘il re degli assenteisti’. La sentenza pronunciata il 22 febbraio 2022 afferma che giornale e giornalisti hanno agito correttamente riportando fatti reali, ripresi da fonti certe.

Mauro Ottobre aveva fatto ricorso in appello contro la sentenza di primo grado che nel 2021 aveva assolto gli accusati  (leggi Ossigeno). I giudici lo hanno condannato al pagamento delle spese legali all’editore, quantificate in altri 14mila euro (erano state di 24mila in primo grado). All’ex direttore Alfonso Norelli l’ex deputato dovrà rifondere circa 8mila euro.

L’EDITORE – “I miei legali (Studio Bolner&Domenichelli), mi avevano detto di stare tranquillo – dice Roberto Conci a Ossigeno – perché il giudice ha tenuto conto delle prerogative costituzionali dell’articolo 21 secondo cui la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Noi avevamo riportato la verità dei fatti, sostenuta da fonti e documentazioni vere, come spiegato dai giudici della corte di appello. Con i miei legali valuterò come tutelare gli interessi e l’immagine del mio giornale che Mauro Ottobre ha denigrato pesantemente in alcune dichiarazioni. È significativo come voglia imbavagliare la stampa ed è imbarazzante il suo comportamento intimidatorio ed arrogante nei confronti di chi ha scritto solo la verità. Rimane la tristezza di quelli che lo hanno votato a suo tempo e che si sono accorti chi era davvero l’onorevole, pagato coi soldi di tutti noi cittadini”. LT

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