Stefania Limiti e l’ufficio legale di Ossigeno

“Quando un giudice ha preteso che rivelassi le mie fonti, l’Osservatorio mi è stato accanto dal primo momento”

Questo messaggio è stato inviato a Ossigeno dalla giornalista Stefania Limiti, in occasione del convegno “Troppe minacce ai giornalisti. Allarme dell’ONU”, svoltosi a Roma il 25 ottobre 2019 per celebrare la Giornata Internazionale dell’Onu per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti.

Qualche anno fa sono stata inquisita e rinviata a giudizio per falsa testimonianza e sottrazione di informazioni all’ autorità giudiziaria (art. 372 c.p.), insomma perché non ho voluto rivelare una fonte.

La faccenda riguardava il mio libro-inchiesta Doppio livello e i riferimenti alla strage di Capaci: l’incriminazione fu particolarmente odiosa perché la mia fonte descriveva uno scenario e non forniva certo una notitia criminis. A conferma di questa accusa, la Procura di Caltanissetta, doveva inviare le carte al giudice che avrebbe dovuto pronunciare la sentenza. Ma la Procura mancò quell’invio, causando l’irritazione del giudice e la mia assoluzione.

Insieme ad Alberto Spampinato, Peppino Mennella e all’avvocato Andrea Di Pietro, dell’Ufficio Legale di Ossigeno, avevo già preparato la controffensiva. Eravamo pronti ad alzare le barricate perché ai giornalisti non si deve chiedere di rivelare le fonti: quali altre armi avremmo, infatti, per svolgere il nostro lavoro? Distintivi o speciali lasciapassare? Assolutamente no, abbiamo soltanto la nostra capacità di stabilire contatti e di onorare l’impegno di riservatezza con chi ce la chiede.

La questione è molto delicata e ancora la legislazione in materia ambigua: i rischi di una condanna erano perciò seri. Per questo motivo, in quella circostanza, trovarsi accanto l’associazione Ossigeno e il suo Ufficio di Assistenza Legale Gratuita è stata una vera… boccata d’aria!

Devo dire che Ossigeno mi cercò appena apprese della mia situazione, prima ancora che lo cercassi io. Avere loro accanto ha significato non essere sola e contare su una sponda materiale ed economica consistente, il che elimina le angosce e i relativi costi legali che nascono quando si deve affrontare un tribunale: è un sostegno davvero enorme. Inoltre, l’intervento di Ossigeno rende “politica” la causa legale contro il giornalista, facendola uscire dall’ambito individuale. Perché le denunce contro i giornalisti, lo sappiamo, non sono fatti privati ma un attacco all’informazione.

Vi ringrazio e mi spiace tanto non poter essere con voi oggi, buon lavoro e grazie a Ossigeno.   

Stefania Limiti


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