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Cassazione. Sito Iene non è un giornale, giusto sequestrare le sue pagine su Burioni

Confermata la decisione del GIP dopo che il virologo ha querelato per diffamazione aggravata in relazione a due servizi 

OSSIGENO 30 maggio 2021  – Il 24 maggio 2021 sono state depositate le motivazioni con le quali la 5^ sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Gerardo Sabeone e relatrice Alessandrina Tudino) ha respinto il ricorso del gruppo televisivo Mediaset contro il sequestro del sito internet della trasmissione televisiva ‘le Iene’ su richiesta del noto virologo, immunologo, accademico e divulgatore scientifico Roberto Burioni, che ha querelato l’autore di due servizi che a suo giudizio offendono gravemente la sua reputazione. Roberto Burioni si è dichiarato soddisfatto dalla sentenza della Cassazione.

I servizi giornalistici contestati erano andati in onda nelle puntate delle Iene del 9 e 23 giugno 2020 ed erano consultabili sul sito web.

I FATTI – Già il 22 gennaio 2021 il Tribunale del riesame di Milano aveva confermato il sequestro preventivo del sito internet www.iene.mediaset.it limitatamente alle pagine in cui erano presenti i servizi televisivi andati in onda il 9 e il 23 giugno 2020 riguardanti Burioni. Il sequestro era stato disposto il 19 dicembre 2020 con un decreto del Gip del Tribunale di Milano nell’ambito del procedimento penale per diffamazione aggravata nei confronti del giornalista pubblicista de ‘le Iene’ Alessandro Politi, querelato da Roberto Burioni. Il professore ha accusato il giornalista di averlo offeso facendo intendere che le sue opinioni scientifiche sull’efficacia degli anticorpi monoclonali per la cura del Covid-19 sarebbero state ispirate da occulti interessi economici.

LA SENTENZA – Al ricorso di Mediaset, che sosteneva l’illegittimità del sequestro delle pagine del sito, la Suprema Corte ha obiettato che il sito web delle Iene, non essendo una testata giornalistica registrata ai sensi della Legge sulla Stampa, e non avendo quindi un direttore responsabile tenuto a rispondere delle pubblicazioni, ma soltanto un “delegato” al controllo delle trasmissioni, non può invocare le garanzie previste per i siti web delle testate giornalistiche registrate.

CRITICHE – La decisione della Cassazione ha suscitato alcune critiche (leggi qui e qui).

LT

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