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Diffamazione. Consiglio Europa chiede spiegazioni sul cronista denunciato dal pm

EFJ e IFJ hanno segnalato sulla Piattaforma di Strasburgo le 2 cause contro Lorenzo Tondo (The Guardian) ritenendole intimidatorie – L’Assistenza Legale di Ossigeno

OSSIGENO 10 novembre 2021 – Il clamoroso caso delle due cause per diffamazione contro il giornalista Lorenzo Tondo, promosse dal sostituto procuratore di Palermo, Ferrara, reso noto da Ossigeno e da altri fin dal 2017,  in questi giorni ha suscitato l’attenzione che merita anche a livello politico e sindacale.

Sono state la Federazione Europea dei Giornalisti e la Federazione Internazionale dei Giornalisti a segnalare al massimo livello il tenore intimidatorio delle accuse del pm. Lo hanno fatto pubblicando una nota di allarme  il 3 novembre 2021 sulla Piattaforma del Consiglio d’Europa.

EFJ e IFJ hanno fatto osservare che reagire con una causa per diffamazione alle critiche di un cronista appare intimidatorio, e che queste cause hanno anche un effetto di censura poiché dopo la notifica dell’atto di accusa avvenuta nei giorni scorsi Lorenzo Tondo e il suo giornale (The Guardian) hanno ritenuto opportuno non seguire con propri articoli gli sviluppi del processo che hanno seguito finora con puntualità, prevedendo i colpi di scena che hanno ribaltato le tesi della pubblica accusa: in particolare la scoperta, dopo tre anni, di udienze che l’imputato agli arresti, accusato di essere un noto trafficante di esseri umani, era la persona sbagliata.

L’alert sulla Piattaforma del Consiglio d’Europa

“Due cause per diffamazione impediscono al giornalista italiano Lorenzo Tondo di coprire la cronaca di un caso giudiziario”. E’ questo il titolo, della segnalazione pubblicata mercoledì 3 novembre 2021 dal sindacato internazionale dei giornalisti EFJ/IFJ, che ha classificato l’episodio una violazione del diritto di informazione.

Ecco di seguito il testo integrale della segnalazione:

Il 18 ottobre 2021, il giornalista italiano Lorenzo Tondo, corrispondente del quotidiano The Guardian, ha ricevuto notifica della prima udienza del suo processo, fissata il 2 febbraio 2022, in due cause civili promosse contro di lui dal pm italiano Calogero Ferrara. Di conseguenza, al giornalista viene impedito di seguire il cosiddetto processo “Mered” contro un sospetto trafficante di esseri umani, che segue dal 2017. Nel 2016 la Procura siciliana aveva annunciato l’arresto a Khartoum (Sudan) di un Un eritreo di 35 anni che si presume fosse Medhanie Yehdego Mered, noto anche come “The General”, uno dei trafficanti di esseri umani internazionali più ricercati al mondo. Durante il successivo processo a Palermo sono stati sollevati dubbi – in primis da Tondo sulla base di un’attività investigativa basata sulle prove – che l’arrestato non fosse Mered ma un innocente rifugiato il cui nome era Medhanie Tesfamariam Berhe, mentre Mered era libero e attivo nell’Uganda.

Durante il processo, Tondo ha pubblicato un libro, “Il Generale”, in cui ha documentato la sua dichiarazione e ha fortemente criticato il pm Ferrara per il modo in cui stava conducendo l’accusa. Tondo ha anche pubblicato una serie di articoli su The Guardian e un post sulla sua pagina Facebook in cui criticava il pubblico ministero. Una sentenza del 12 luglio 2019 ha confermato lo scambio di identità. Su ricorso della Procura, il 27 ottobre 2021 è iniziato il secondo processo “Mered”, la cui sentenza è attesa nel febbraio 2022. Tra dicembre 2019 e gennaio 2020 sono state notificate a Tondo due cause civili per diffamazione intentate dal pm Ferrara: una per il suo post su Facebook e una per i suoi articoli pubblicati sul quotidiano The Guardian. Nonostante il tentativo di mediazione obbligatoria si sia concluso il 5 novembre 2020, il pm Ferrara ha atteso quasi un anno prima di confermare le cause, notificate poco prima dell’inizio del secondo processo “Mered”. I critici dicono che questo potrebbe indicare una mossa strategica per intimidire e impedire a Tondo di coprire il secondo processo “Mered”.

Il link a Ossigeno

In calce a questa nota, a titolo di documentazione, EFJ e IFJ hanno inserito otto link: uno alla notizia di Ossigeno pubblicata il 27 giugno 2020 dal titolo “Il sostituto procuratore di Palermo chiede il risarcimento a un giornalista: Ossigeno offre assistenza legale”, un altro alla notizia di Index on Censorship del 30 novembre 2017 vedi dal titolo “Il giornalista italiano Lorenzo Tondo dice a Index: ‘Ho il dovere di difendere i miei diritti’”, e altri 6 link ad articoli pubblicati da The Guardian.

I link all’alert sulla Piattaforma del Consiglio d’Europa

Article from The Guardian: “Italian prosecutors investigate pair who say they got the wrong people smuggler”

Statement by Index on Censorship: “Italian journalist Lorenzo Tondo tells Index: ‘I have a duty to defend my rights'”

Article from The Guardian: “Italian prosecutors wiretap Guardian journalist Lorenzo Tondo”

Article from The Guardian: “Sudan secret police ‘worked with UK’ to arrest suspected human trafficker”

Article from The Guardian: “Italian prosecutors reject DNA test in mistaken identity case”

Article from The Guardian: “Long road to freedom for farmworker accused of being notorious trafficker”

Article from The Guardian: “Eritrean man released from jail in Italian mistaken identity case”

Statement from Ossigeno per l’informazione: “Palermo Deputy Prosecutor seeks damages from a journalist: Ossigeno provides legal aid”

L’ufficio di Assistenza Legale gratuita di Ossigeno per l’Informazione, in collaborazione con Media Defence, ha assunto la difesa di Lorenzo Tondo affidandola all’Avvocato Andrea Di Pietro in relazione alla pubblicazione del post su Facebook.

Il Guardian ha successivamente affidato allo stesso avvocato Andrea Di Pietro la difesa in giudizio per la causa promossa in relazione agli articoli pubblicati sul quotidiano inglese.

La Piattaforma online del Consiglio d’Europa è stata creata nel 2015 “per promuovere la tutela del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti”, riferendo le gravi minacce alla sicurezza dei giornalisti e alla libertà dei media in Europa. Per ogni episodio segnalato sulla sua piattaforma il Consiglio d’Europa chiede spiegazioni al governo del paese in cui si è verificato. Per il caso di Lorenzo Tondo non ha ancora ottenuto risposte dall’Italia.

ASP

 

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