Giornalisti uccisi. Iniziato a Pavia il processo per  la morte di Andrea Rocchelli 

In aula l’imputato italo ucraino Vitaly Markiv – I familiari del fotoreporter si sono costituiti contro lo Stato dell’Ucraina  

 OSSIGENO – 6 luglio 2018 – E’ iniziato questa mattina al Palazzo di Giustizia di Pavia, in un’affollata aula della Corte d’Assise, il processo penale per la morte di Andrea Rocchelli, il fotoreporter pavese di 30 anni ucciso nel 2014 nella regione del Donbass, in Ucraina, da colpi di armi da fuoco. Il fotoreporter stava realizzando insieme ad altri giornalisti un reportage sulle sofferenze della popolazione civile durante il conflitto tra separatisti filorussi ed esercito ucraino. 

Quel 24 maggio 2014, insieme ad Andrea Rocchelli rimase ucciso Andrei Mironov di 60 anni, attivista e giornalista russo, e fu ferito gravemente il giovane fotografo francese William Roguelon. Della morte di Andrea Rocchelli è accusato di concorso in omicidio volontario Vitaly Markiv, 29 anni, cittadino italo-ucraino (con doppia cittadinanza), detenuto in Italia e presente in aula. 

Nel corso dell’udienza, la Corte ha accettato la costituzione di parte civile dei familiari di Andrea Rocchelli, della Fnsi, dell’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg) e di ‘Cesura’, l’associazione-laboratorio di fotografi fondata dal fotoreporter ucciso in Ucraina.  

I familiari hanno chiesto che della morte di Andrea Rocchelli risponda lo Stato dell’Ucraina. La richiesta è stata accolta. Il processo riprenderà il prossimo 14 settembre. 

  

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