Violazioni probabili

57 probabili violazioni della libertà di stampa – 21 febbraio 2018

Probabili violazioni della libertà di stampa commesse in Italia con minacce, intimidazioni, abusi a danno di giornalisti e altri operatori dell’informazione

Ossigeno ritiene che ognuno degli episodi qui di seguito segnalati meriti un’attenta verifica, per stabilire se – come sembra da un esame sommario – essi rappresentano effettive e ingiustificabili violazioni della libertà di stampa e di espressione e se, di conseguenza, i giornalisti e le altre persone che ne sono state danneggiate meritano solidarietà e assistenza. Avendo già impegnato le sue risorse nella verifica puntuale di altri episodi altrettanto meritevoli di attenzione, l’Osservatorio auspica che altre organizzazioni possano farsene carico rendendo pubblico il risultato del loro lavoro.

  1. Giornalisti Rai
    ROMA – Sul blog del Movimento Cinque Stelle il 18 febbraio 2018 è stato pubblicato un post critico verso giornalisti e direttori dei telegiornali Rai accusati di essere espressione di scelte politiche e di eseguire gli ordini nascondendo le notizie scomode “tra la moda e lo sport”. Tra i giornalisti attaccati per il Tg1 il direttore Andrea Montanari, i suoi vice Costanza Crescimbeni e Gennaro Sangiuliano, la giornalista Cecilia Primerano, il caporedattore Natalia Augias e il giornalista Francesco Maesano; per il Tg2 Ilaria Capitani, il direttore del Tg2 Ida Colucci e il suo vice Rocco Tolfa.
    Dura la reazione di Usigrai, Fnsi, Odg e i cdr dei due telegiornali Rai che hanno parlato di attacco squadrista e liste di proscrizione.
    Lo ha riferito il 18 febbraio 2018 il Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/18/m5s-pubblica-lista-di-giornalisti-di-fiducia-di-renzi-e-berlusconi-sindacato-attacco-squadrista/4168804/)
  2. Corriere delle Alpi
    BELLUNO – Il 15 febbraio 2018 una lettera anonima viene recapitata alla redazione del Corriere delle Alpi. Al suo interno una pagina promozionale del giornale del 30 gennaio 2018 che pubblicizzava la vendita del Diario di Anna Frank in occasione della giornata della Memoria e il messaggio “Maiali comunisti ritorneremo” scritto con un pennarello nero e firmato con una svastica, una croce celtica e la sigla Partito nazionale fascista (P.N.F.).
    Lo ha riferito lo stesso Corriere delle Alpi il 16 febbraio 2018 (http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2018/02/16/news/minacce-fasciste-al-nostro-giornale-1.16486940)
  3. Luigi Palamara
    REGGIO CALABRIA – Il giornalista Luigi Palamara è stato aggredito da un sostenitore di Matteo Salvini (Lega) a Reggio Calabria per la campagna elettorale. Fuori dalla sala, prima del comizio di Salvini, un uomo – che si è detto fascista e sostenitore di Scopelliti – ha intimato al giornalista di non riprendere con il telefono. “Se vedo qualcosa su facebook vengo e ti spacco la testa, ogni maschiata ti faccio girare tre volte, tu dici di no?!” ha detto al giornalista prima di tenatare di strappargli il telefono dalle mani. Il giornalista avrebbe già presentato denuncia per quanto accaduto.
    L’episodio è stato ripreso e reso pubblico dal Fatto Quotidiano il 15 febbraio 2018 (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/15/reggio-calabria-comizio-blindato-per-salvini-tra-ultradestra-e-scopellitiani-fuori-le-contestazioni-buffone-via-dal-meridione/4162056/)
  4. Marco Bresolin, Ilario Lombardo
    BRUXELLES – L’ex europarlamentare M5S David Borrelli annuncia querela contro La Stampa per aver riportato un virgolettato di una “fonte vicina a Luigi Di Maio” che spiega i motivi che lo avrebbero portato ad abbandonare il Movimento e confluire nel gruppo misto. Secondo le ricostruzioni del giornale, bollate come false da Borrelli, il politico avrebbe chiesto di poter fare un terzo mandato o di poter diventare dirigente di partito.
    Lo ha riferito il 15 febbraio 2018 Globalist.it (http://www.globalist.it/politics/articolo/2018/02/15/m5s-borrelli-vado-via-per-fondare-un-movimento-di-maio-voleva-un-terzo-mandato-2019503.html)
  5. Paola Tesio
    GIAVENO (Torino) – Il presidente del Consiglio Comunale di Giaveno, Vilma Beccaria ha richiamato la giornalista di Valsusaoggi.it Paola Tesio intimandole di consegnare il cellulare e minacciando querela se avesse pubblicato le riprese del botta e risposta animato tra lei e un altro consigliere comunale.
    Lo ha riferito Valsusaoggi.it il 15 febbraio 2018 (http://www.valsusaoggi.it/giaveno-consigliera-comunale-attacca-la-nostra-giornalista-mi-dia-il-telefonino-se-pubblica-il-video-la-querelo/)
  6. Giuseppe Pipitone, Gianfranco Criscenti
    TRAPANI – Dopo sette anni dalla denuncia dell’ex vescovo di Trapani Francesco Miccichè il Gip ha archiviato l’indagine a carico dei giornalsiti Giuseppe Pipitone e Gianfranco Criscenti accusati, insieme all’ex direttore degli uffici amminsitrativi della curia trapanese don Ninni Treppiedi, di calunnia. L’accusa era stata derubricata in diffamazione a mezzo stampa. Riconosciuto loro “il corretto esercizio del diritto di cronaca”.
    Il vescovo aveva accusato i giornalisti ed il sacerdote di aver ordito un complotto nei suoi confronti, creando una vera e propria campagna mediatica contro la sua gestione della diocesi. I due giornalisti su L’Isola avevano pubblicato un’inchiesta a puntate su un ammanco di un milione di euro dalle casse di aclune fondazioni delal curia, uno scandalo che portò l’allora papa Benedetto XVI a rimuovere Miccichè dal suo incarico.
    Per aver seguito la vicenda, i due giornalisti furono minaccati di morte, insieeme al collega Giuseppe Lo Bianco de Il Fatto Quotidiano (leggi). Sulla vicenda è intervenuta con una nota l’assostampa Trapani.
    Lo ha riferito il Fatto Quotidiano il 14 febbraio 2018 (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/14/trapani-linchiesta-sullex-vescovo-non-era-un-complotto-ma-diritto-di-cronaca-archiviata-lindagine-sui-giornalisti/4160105/)
  7. Sigfrido Ranucci, Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza, Antonio Padellaro, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Dina Lauricella e Walter Molino
    PALERMO – Si sta svolgendo a Palermo il processo per diffamazione nei confronti degli ufficiali dei Carabinieri Giammarco Sottili, Michele Miulli, Fabio Ottaviani e Stefano Sancricca a carico del maresciallo Saverio Masi, del luogotenente Salvatore Fiducia e di otto giornalisti. Si tratta di Sigfrido Ranucci, Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza, Antonio Padellaro, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Dina Lauricella e Walter Molino finiti sotto processo per essersi occupati sui rispettivi giornali e testate delle denunce di Masi e Fiducia relative ai presunti impedimenti che avrebbero ricevuto dai loro superiori nelle operazioni di ricerca del boss Bernardo Provenzano.
    Lo ha riferito AntimafiaDuemila il 13 febbraio 2018 a seguito dell’udienza del 12 febbraio (http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/69011-processo-masi-l-ex-carabiniere-arcoleo-sapevamo-della-pista-su-provenzano-ma-non-fu-seguita.html)
  8. Giornalisti Macerata
    MACERATA – Il 14 febbraio 2018, in occasione dell’interrogatorio di convalida dell’arresto per i due nigeriani accusati dell’omicidio della giovane Pamela Mastropietro, un cordone di sicurezza ha impedito ai giornalisti l’accesso al Palazzo di Giustizia di Macerata. Protestano Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato Giornalisti Marchigiani, Ordine nazionale dei Giornalisti e Ordine dei Giornalisti delle Marche che chiedono il rispetto del diritto di informare dei giornalisti.
    Lo ha riferito la FNSI sul proprio sito il 14 febbraio 2018 (http://www.fnsi.it/macerata-tribunale-off-limits-per-i-media-fnsi-e-odg-sia-garantito-ai-giornalisti-di-poter-lavorare)
  9. Enrico Varriale
    Il giornalista Enrico Varriale è stato insultato e minacciato su twitter dopo commenti contro la Juventus e in favore del Napoli. Nei giorni scorsi era stata lanciata una petizione contro Varriale perchè venga radiato dall’Ordine dei giornalisti e licenziato dalla Rai.
    Il cdr Rai ha difeso la libertà del giornalista ma ha invitato in attesa di un “codice di autoregolamentazione aziendale” tutti i colleghi ad un uso corretto e attento dei social e ad abbassare i toni.
    Lo ha riferito il 14 febbraio 2018 il Mattino (http://sport.ilmattino.it/calcio/minacce_dopo_tweet_anti_juve_varriale_non_mi_faccio_intimidire-3544437.html)
  10. Cosec
    TERNI – Il Cosec (comitato servizi educativi) di Terni è stato assolto dal Gip di Terni. Era stato querelato dal legale rappresentate della All Foods, Massimo Piacenti, perchè si era sentito diffamato da alcune notizie pubblicate il 7 aprile 2017 sull’appalto delle mense scolastiche. Secondo Piacenti il comitato dei genitori è un “gruppo politicizzato” che avrebbe avuto l’obiettivo “di far perdere l’appalto delle mense” alla sua società.
    La vicenda è stata raccontata il 12 febbraio 2018 dal giornale online Tuttoggi.info (http://tuttoggi.info/terni-caso-mense-all-foods-querela-comitato-genitori-gip-li-assolve/439675/)
  11. Redazione TeleSud
    TRAPANI – L’emittente Telesud  esclusa dalla mailing list del comando provinciale dei Carabinieri di Trapani per decisione del colonnello Stefano Russo.
    La situzione è tornata alla normalità dopo l’intervento dell’Assostampa provinciale
    Lo ha raccontato TeleSud il 12 febbraio 2018 (http://www.telesud3.com/attualita/ri-pennati-ma-snob-12febb2018)
  12. Giornalisti VicenzaToday
    VICENZA – Nella notte tra l’8 e il 9 febbraio sono stati esposti per le vie di Vicenza uno striscione e un manifesto di Lotta studentesca e Forza Nuova contro il giornale VicenzaToday accusato di scrivere falsità e di essere “estremamente fazioso, capace di infangare singoli, associazioni e movimenti”. Hanno espresso solidarietà alla redazione del giornale online l’ordine e il sindacato dei giornalisti del Veneto.
    Lo ha riferito il 12 febbraio la FNSI sul proprio sito (http://www.fnsi.it/intimidazioni-a-vicenzatoday-la-condanna-di-ordine-e-sindacato-giornalisti-del-veneto)
  13. Guido Gabotto
    VERCELLI – Il direttore di VercelliOggi.it, Guido Gabotto, è stato assolto dal tribunale di Vercelli dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. Era stato querelato dal titolare dell’Autoscuola Pacella per un articolo del 2013 ritenuto diffamatorio. Il pm aveva chiesto la condanna a 4 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. L’articolo oggetto di querela era stato rimosso dal giornale ma la querela era stata comunque presentata senza alcuna richiesta di rettifica.
    Lo ha riferito il 12 febbraio 2018 il giornale online cuneoggi.it (http://cuneooggi.it/dett_news.asp?titolo=ARTICOLO_SULL%27AUTOSCUOLA_PACELLA:_IL_DIRETTORE_DI_VERCELLIOGGI.IT_GUIDO_GABOTTO_ASSOLTO_DALL%27ACCUSA_DI_DIFFAMAZIONE_-_L%27udienza_oggi_in_Tribunale_a_Vercelli&id=77424)
  14. Redazioni Teleregione e Primo Piano Molise
    MOLISE – Venerdì 9 febbraio le redazioni di Teleregione e Primo Piano Molise sono state vittime di un attacco informatico: persi migliaia di file dell’archivio di Primo Piano.
    Sono in corso le indagini della polizia postale per identificare i responsabili dell’attacco hacker. Sono intevenuti esprimendo la propria solidarietà i consiglieri nazionali dell’OdG Cosimo Santimone e Vincenzo Cimino.
    Lo ha riferito sul proprio giornale il direttore di PrimoPiano Luca Colella il 12 febbraio 2018 (http://www.primopianomolise.it/attualita/editoriali/62443/attacco-informatico-alle-redazioni-primo-piano-teleregione-danni-incalcolabili-disguidi-le-edicole-scarica-ledizione-oggi-primo-piano-molise/)
  15. Luca Signorelli
    SIRACUSA – Il giornale online SiracusaNews.it il 12 febbraio 2018 racconta di una serie di pressioni e cause intentate contro la testata a partire dalla pubblicazione il 29 novembre 2016 di un articolo del giornalista Luca Signorelli sull’autorizzazione di un centro commerciale. Il legale della società Commerciali Hub srl inviò subito una diffida a cancellare l’articolo e contestualmente annunciava una richiesta di risarcimento danni di 1 milione di euro (alla quale non seguì alcuna richiesta in tribunale). Seguirono invece poi due citazioni in sede civile per danni per un totale di 100mila euro, attualmente in sede istruttoria.
    La vicenda viene raccontata il 12 febbraio 2018 da SiracusaNews.it, pochi giorni dopo le indagini su magistrati, avvocati e giornalsiti a Siracusa (http://www.siracusanews.it/sistema-siracusa-leditoriale-oltre-1-milione-euro-chiesti-siracusanews-intimidazioni-citazioni-querele-gli-attori-visti-dal-nostro-dietro-le-quinte/)
  16. Filippo Graziosi
    RIMINI – Il giornalista del Resto del Carlino Filippo Graziosi ha querelato per diffamazione la parlamentare M5S Giulia Sarti che a marzo 2015 lo aveva etichettato ‘giornalsita sciacallo’ dopo la pubblicazione di un articolo dal titolo “La Sarti trova un tesoro alla Camera” che analizzava i redditi dei parlamentari riminesi, tra cui anche la Sarti.
    In alcuni commenti allo sfogo della parlamentare su facebook seguirono insulti e anche minacce di morte al giornalista. Prossima udienza il 15 maggio 2018.
    Lo ha riferito il 13 febbraio 2018 il Resto del Carlino

DB

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