Memoria

21 marzo. Attilio Bolzoni: “Molti giornalisti sono morti perché lasciati soli”

Per il cronista “hanno fatto un passo in più rispetto al branco”. Poi un riferimento alla Sicilia dove ne sono stati uccisi undici

OSSIGENO 21 marzo 2022 – “Sei degli undici giornalisti uccisi sono siciliani, la Sicilia è un luogo particolare”. Lo ha detto Attilio Bolzoni, già giornalista di Repubblica e ora a Domani, intervenendo al convegno in ricordo della giornalista Ilaria Alpi, organizzato da Ossigeno per l’informazione alla Casa del Jazz di Roma. Leggi il programma

“La memoria non deve essere catechismo, dove esiste solo il bene il male, brutti e cattivi. La memoria è una cosa più complessa. Il problema vero – ha aggiunto – è ricordare chi c’era intorno ai giornalisti uccisi, i quali hanno fatto un passo in più rispetto al branco”.

Bolzoni ha sottolineato il fatto che molti colleghi sono morti perché lasciati soli. “Raccontavano fatti che altri non raccontavano. Storie legate alla mafia e ad apparati dello Stato. Chi è rimasto accanto a loro? – si domanda – La stessa cosa è successa per i magistrati uccisi, erano avanti ai loro colleghi”.

“Noi possiamo commemorare, ricordare, ma quel che abbiamo fatto venti, trent’anni fa non ha raggiunto l’obiettivo, se consideriamo che oggi chi ambisce a diventare sindaco o Presidente della Regione è condannato per mafia”.

COA

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