AUDIO. Carcere per diffamazione. La Corte Costituzionale ha rinviato di un anno

Per consentire al Parlamento di completare l’esame dei disegni di legge che prevedono l’abolizione della pena detentiva e un diverso bilanciamento dei diritti in gioco

Il 9 giugno 2020 la Corte costituzionale ha rinviato di un anno, a una nuova udienza che si terrà il 22 giugno 2021,  la trattazione della questione di costituzionalità che era stata sollevata dai tribunali di Salerno e Bari sulle norme che puniscono con il carcere i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa. Ha motivato il rinvio con la necessità di dare al Parlamento il tempo di intervenire con una nuova disciplina, visto che “sono attualmente pendenti in vari progetti di legge in materia”. La decisione è stata presa, spiega un comunicato dell’ufficio stampa “nel rispetto della leale collaborazione istituzionale”.

AUDIO- La registrazione audio dell’udienza pubblica della Corte Costituzionale, effettuata da Radio Radicale, martedì 9 giugno 2020 alle 10:34 (Ascolta).

IL COMMENTO DI CARLO VERNA,  presidente dell’Ordine dei Giornalisti – “Quando si parla di una così intollerabile  e anacronistica sanzione come il carcere ai giornalisti ci vorrebbe una cancellazione secca della norma, ma il segnale della Corte Costituzionale è molto forte.  Siamo soddisfatti della perentorietà con cui i giudici delle leggi hanno investito il Parlamento. Questa deve essere l’occasione per una nuova legislazione per il giornalismo che sanzioni anche le iniziative giudiziarie temerarie contro la  libertà di stampa”.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA CONSULTA – Martedì 9 giugno 2020 – La Corte costituzionale ha esaminato oggi le questioni sollevate dai Tribunali di Salerno e di Bari sulla legittimità costituzionale della pena detentiva prevista in caso di diffamazione a mezzo stampa, con riferimento, in particolare, all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In attesa del deposito dell’ordinanza, previsto nelle prossime settimane, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere quanto segue. 

La Corte ha rilevato che la soluzione delle questioni richiede una complessa operazione di bilanciamento tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della reputazione della persona, diritti entrambi di importanza centrale nell’ordinamento costituzionale. Una rimodulazione di questo bilanciamento, ormai urgente alla luce delle indicazioni della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, spetta in primo luogo al legislatore. 

Poiché sono attualmente pendenti in Parlamento vari progetti di legge in materia, la Corte, nel rispetto della leale collaborazione istituzionale, ha deciso di rinviare la trattazione delle questioni all’udienza pubblica del 22 giugno 2021, per consentire alle Camere di intervenire con una nuova disciplina della materia. 

In attesa della futura decisione della Corte, restano sospesi i procedimenti penali nell’ambito dei quali sono state sollevate le questioni di legittimità discusse oggi.

ASP

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