Libertà di stampa

Impunità. Due strumenti proposti da Ossigeno per combatterla in Italia

Una piattaforma pubblica sulla quale le associazioni possano segnalare alle autorità gli attacchi ai giornalisti e un organismo extragiudiziale autogestito per ridurre le querele e il contenzioso giornali-lettori

Occorre creare in Italia una Piattaforma pubblica sul modello della Piattaforma gestita dal Consiglio d’Europa per permettere di segnalare tempestivamente alle autorità le minacce, aggressioni e ritorsioni contro i giornalisti, avendo la certezza di raggiungere tutti i soggetti competenti per intervenire. Inoltre bisogna arginare la marea di querele per diffamazione che intasa la giustizia prima che i procedimenti finiscano in gran parte archiviati, risultando nella maggior parte dei casi impropri. Questi procedimenti hanno un costo di oltre 54 milioni di euro l’anno di spese legali, “una sorta di tassa assurda sull’innocenza e chi esercita il dovere di cronaca” .

Lo ha detto Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione, nella relazione al convegno “Giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti”, che si è svolto a Roma, a Palazzo Madama, per iniziativa di Ossigeno per l’Informazione e con il Patrocinio dell’UNESCO, per celebrare la Giornata Internazionale dell’ONU per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti (IDEI 2018).

Per ridurre il numero dei procedimenti giudiziari impropri per diffamazione, Spampinato suggerisce di adottare il modello dei Media Accountability Systems, organismi di conciliazione extragiudiziaria raccomandati dalle istituzioni europee, organismi di autoregolazione gestiti dalle parti (giornalisti, editori, consumatori-lettori) senza intervento delle autorità. Questi organismi hanno il compito di risolvere i conflitti rendendo l’informazione più responsabile verso i cittadini e aumentando la credibilità dei media.

“In Italia – conclude il direttore di Ossigeno – potrebbero trattare e risolvere in modo più rapido, efficace e meno dispendioso l’80 per cento dell’attuale contenzioso giudiziario per diffamazione a mezzo stampa. Non occorre una legge per istituire questi organismi né occorre un finanziamento pubblico per il loro funzionamento”.

Nella relazione al convegno, il direttore di Ossigeno ha avanzato anche altre proposte, sottoponendole all’attenzione delle istituzioni e delle organizzazioni del settore.

DEB-COA

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