Libertà di stampa

AUDIO. Perché l’Italia sta così giù nelle classifiche

Per quanto riguarda le violazioni della libertà di stampa è l’unico paese nel quale vengono monitorati puntualmente gli attacchi ai giornalisti e ai blogger

Perché l’Italia finisce sempre in fondo nelle graduatorie che classificano i vari paesi in base alla libertà di stampa? Uno dei principali motivi è che in Italia esistono molte informazioni attendibili sulle minacce ai giornalisti, mentre in altri paesi queste informazioni non sono disponibili, ha risposto  Raffaella Della Morte, coordinatrice del monitoraggio di Ossigeno per l’Informazione, il 12 novembre 2018, ai microfoni di Tutta la città ne parla (Rai Radio 3).

In nessun altro paese, ha aggiunto, esiste un monitoraggio preciso, puntuale, paragonabile a quello di Ossigeno, che misura il numero delle intimidazioni così come un termometro misura la febbre. Questo metodo ha una base scientifica accertata, è stato sperimentato per dieci anni e in Italia ha permesso di rompere il tabù sulle minacce ai giornalisti in Italia. Questo monitoraggio è di per sé un sistema di protezione dei giornalisti minacciati ed è anche la base di ogni altra iniziativa per soccorrerli  e proteggerli. Ma è evidente che produce anche questo effetto paradossale, una penalizzazione dell’immagine dell’Italia, dovuta anche a graduatorie basate su paragoni sbagliati.

“Come si può paragonare un paese in cui le minacce sono tracciate con un metodo scientifico con altri Paesi che non tengono sotto osservazione con continuità il fenomeno e non utilizzano alcun criterio scientifico di valutazione del fenomeno?”.

Ascolta l’AUDIO

RED

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