Violazioni verificate

Giornalisti minacciati. Altri 15 accertati da Ossigeno

Fra il 18 giugno e il 15 luglio 2019 in Toscana, Sicilia ed Emilia Romagna. Leggi i nomi dei cronisti presi di mira e i dettagli di ciascun episodio.

“Ossigeno per l’Informazione” ritiene che gli episodi di seguito descritti rappresentino ingiustificabili violazioni della libertà di espressione e di stampa. I nomi di questi 16 giornalisti e operatori dei media colpiti direttamente sono stati aggiunti alla Tabella dei nomi delle vittime di attacchi ingiustificabili: Giulia Baldi, Daniela Pecar (Toscana), Leonardo Gargano e redazione Giornale di Sicilia; Lelio Castaldo; Antonio Condorelli (Sicilia), Redazione ReggioReport (Emilia Romagna).

Giulia Baldi, Daniela Pecar (Toscana)
La mattina del 4 aprile 2019, al cimitero di Paperino, alla periferia di Prato, alcune persone hanno aggredito la giornalista Giulia Baldi, redattrice del Tgr Rai della Toscana, e l’operatrice Daniela Pecar.
La troupe stava realizzando un servizio sul sequestro giudiziario di una discarica abusiva, disposto il giorno precedente. La giornalista e l’operatrice sono state minacciate e insultate da un uomo e da un gruppo di donne, che le ha aggredite.
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Leonardo Gargano e redazione Giornale di Sicilia (Sicilia)
Il 12 giugno 2019, verso le 10 del mattino, al centralino del “Giornale di Sicilia”, a Palermo, è arrivata una telefonata minatoria per il cronista di nera, Leopoldo Gargano. «Gargano scrive troppe minchiate. Qui parla la famiglia Lo Piccolo. Vi mettiamo una bomba e vi facciamo saltare tutti in aria», ha detto una voce. Lo stesso giornale ne ha dato notizia dopo aver denunciato l’accaduto alla polizia. Dal numero del telefono cellulare da cui è stata fatta la chiamata si sta cercando di risalire alla persona che ha fatto la chiamata.
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Lelio Castaldo (Sicilia)
Il 7 ottobre 2019 si terrà presso il Tribunale di Agrigento la prima udienza del processo a Salvatore e Maurizio Bulone, due fratelli di Porto Empedocle (Ag), accusati di tentata violenza e calunnia (il primo) e di diffamazione (il secondo) nei confronti del giornalista Lelio Castaldo, direttore di Sicilia24H.it. L’avvocato Giuseppe Aiello, difensore del giornalista, ha dichiarato a Ossigeno che il giudice – durante l’udienza del 20 maggio 2018 – ha deciso il rinvio a giudizio dei due fratelli. Castaldo si è costituito parte civile, chiedendo un risarcimento danni di 50mila euro.
I fatti contestati risalgono all’agosto del 2016.
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Antonio Condorelli (Sicilia)
Il 14 giugno 2019 il Tribunale di Catania ha assolto perché “il fatto non sussiste” il giornalista Antonio Condorelli dall’accusa di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Condorelli era finito sotto processo per aver pubblicato nel novembre del 2015, a corredo di un articolo su LiveSicilia, il contenuto di un’intercettazione telefonica del 2013 tra l’allora sindaco di Catania, Enzo Bianco, e l’editore de La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo.
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Redazione ReggioReport (Emilia Romagna)
Dalla notte tra il 23 e il 24 giugno 2019, per ben due giorni, il sito web del giornale Reggio Report, ha subito un attacco hacker che lo ha reso inaccessibile. I tecnici informatici, subito intervenuti, hanno bloccato un processo che era stato avviato dall’esterno, mettendo in pericolo l’archivio storico. Il grave attacco è stato reso noto dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, che ha espresso solidarietà alla redazione.
Il giorno prima dell’attacco, il 22 giugno, il giornale aveva pubblicato un articolo sulla testimonianza del collaboratore di giustizia Salvatore Muto al processo Aemilia 92.
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