Violazioni probabili

21 probabili violazioni da verificare – 1 – 20 novembre 2018

A danno di giornalisti e blogger in 14 episodi rilevati, classificati e descritti in modo circostanziato dagli osservatori di Ossigeno per segnalarli alle istituzioni

Ossigeno per l’Informazione ritiene che ognuno degli episodi qui di seguito segnalati meriti un’attenta verifica, per stabilire se – come sembra da un esame sommario – essi rappresentano effettive e ingiustificabili violazioni della libertà di stampa e di espressione e se, di conseguenza, i giornalisti e le altre persone che ne sono state danneggiate meritano solidarietà e assistenza. Avendo già impegnato le proprie risorse nella verifica puntuale di altri episodi altrettanto meritevoli di attenzione, l’Osservatorio auspica che altre organizzazioni possano farsene carico rendendo pubblico il risultato del loro lavoro, come fa Ossigeno, e informando il nostro Osservatorio.

  1. Cesare Martinetti
    TORINO – Il giornalista Cesare Martinetti, editorialista de La Stampa, è stato assolto il 19 novembre 2018 dal Tribunale di Torino dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Matteo Salvini. L’attuale ministro dell’Interno e leader della Lega lo aveva querelato nel 2015 perchè in un articolo Martinetti lo aveva definito “uno che balla sui morti del Canale di Sicilia per la sua miserabile bottega politica”.
    Riporta la notizia il giornale La Voce il 19 novembre 2018 (leggi)
  2. Piero Sansonetti, Damiano Aliprandi, editore
    AVEZZANO (L’Aquila) – Il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, e l’ex sostituto procuratore Guido Lo Forte hanno querelato per diffamazione il direttore del quotidiano Il Dubbio, Piero Sansonetti, il giornalista Damiano Aliprandi e l’editore, per una serie di articoli sull’inchiesta giudiziaria mafia-appalti portata avanti da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino tra la fine degli anni ’80 e il 1992, pubblicati tra maggio e giugno 2018 sul Dubbio. L’indagine dei primi anni 90 fu poi archiviata per richiesta degli allora pm Scarpinato e Lo Forte.
    Riporta la notizia Il Foglio il 19 novembre 2018 (leggi)
  3. Redazione Resto del Carlino
    RAVENNA – Una lettera anonima di minacce contro l’esponente di “Possibile”, Andrea Maestri, è stata recapitata alla redazione di Ravenna del Resto del Carlino. Le minacce dopo che il politico ha presentato un pacchetto di proposte di legge antifasciste. Nella lettera firmata “cattiveria” erano contenute minacce anche alla redazione dello stesso giornale.
    Riportano la notizia tra gli altri Ravenna notizie (leggi) e Romagnawebtv.it (leggi) il 16 novembre 2018
  4. Lorenzo Tosa
    LIGURIA – Il giornalista Lorenzo Tosa, per tre anni addetto stampa del M5S Liguria, è stato insultato e minacciato su Facebook dopo che, nei giorni scorsi, con una lettera indirizzata al quotidiano La Repubblica e con un post sui social aveva spiegato il motivo della sua decisione di lasciare l’incarico e il Movimento. “Che problema hai? Ti puzza la vita?”, “Noi sappiamo tutto di te, di tua moglie, anche di come ti vesti…” si legge in alcuni messaggi postati sul suo profilo Fb. L’Associazione Ligure dei Giornalsiti ha espresso solidarietà al giornalista.
    Riportano la notizia il 14 novembre 2018, tra gli altri, il sito dell’associazione Articolo21 (leggi) e la Voce di Genova (leggi)
  5. Enrico Deaglio
    ROMA – Il Gup di Roma ha prosciolto il giornalista Enrico Deaglio dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Tonino D’Alì, ex senatore di Forza Italia. Il politico lo aveva querelato nel 2015, per un articolo pubblicato l’11 settembre 2015 su Il Venerdì di Repubblica in cui ricostruiva la lunga latitanza del boss mafioso Matteo Messina Denaro e il possibile sistema di protezione. Deaglio faceva riferimento anche al processo nel quale D’Alì è tuttora imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, dopo un precedente annullamento della Cassazione.
    Riportano la notizia, il 15 novembre 2018, tra gli altri, il sito dell’associazione Articolo21 (leggi) e Alqamah.it (leggi)
  6. Ilaria Cavo
    TARANTO – La giornalista Ilaria Cavo (Pomeriggio 5) è stata assolta dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti della psicologa forense Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa (ex difensore di Michele Misseri) per una frase pronunciata durante una puntata della trasmissione televisiva Pomeriggio 5 sul delitto di Avetrana andata in onda nel 2016.
    Riporta la notizia Primocanale.it il 7 novembre 2018 (leggi)
  7. Giulia Melodia
    WEB – La giornalista Giulia Melodia, cronista de Il Secolo d’Italia, è stata insultata e attaccata sul blog GayBurg per aver riportato la notizia del processo per diffamazione nei confronti della dottoressa e psicoterapeuta Silvana De Mari, che in alcune dichiarazioni pubbliche ha parlato dell’omosessualità come una malattia da curare. De Mari è stata querelata dal Torino Pride.
    Riporta la notizia la stessa giornalista su Il Secolo d’Italia il 9 novembre 2018 (leggi)
  8. Aldo Grandi
    LUCCA – Il tribunale di Lucca ha assolto il giornalista Aldo Grandi, direttore de La Gazzetta di Lucca, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa. Il giornalista era stato querlato nel 2014 per un titolo in calce a una lettera pubblicata dal giornale. Il titolo contestato recita così: “Sono una mamma, non sono una puttana”. Secondo il giudice il fatto non costituisce reato. La parte lesa aveva chiesto un risarcimento di 5mila euro.
    Riporta la notizia La Gazzetta di Viareggio l’8 novembre 2018 (leggi)
  9. Lilli Gruber
    WEB – La giornalista Lilli Gruber, autrice del libro Inganno, è stata insultata e minacciata su facebook. “Comunista”, “Radical chic”, “Falsa e bugiarda” alcuni degli insulti seguiti da minacce vere e proprie che, sabato 10 novembre 2018 a San Donà di Piave (Venezia) in occasione della presentazione del suo libro, hanno spinto a prendere misure di sicurezza straordinarie . Riporta la notizia l’edizione cartacea de La Nuova di Venezia e Mestre il 9 novembre 2018
  10. Matteo Viviani, Davide Parenti
    MILANO – Il Gip del Tribunale di Milano ha prosciolto Matteo Viviani e Davide Parenti, rispettivamente inviato e responsabile della trasmissione televisiva Le Iene, dall’accusa di aver diffuso “notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico” con la messsa in onda del servizio «Blue Whale, suicidarsi per gioco» andato in onda nel 2017. Per il Gip pare “altamente improbabile” che il servizio abbia ingenerato “un concreto stato di minaccia”, perché “oggi grazie ai mezzi di comunicazione di massa è enormemente potenziata la possibilità, ed è elevata l’abitudine, di venire a contatto con le più disparate informazioni e immagini”.
    La notizia viene riportata il 5 novembre 2018 dal Corriere edizione Milano (leggi)
  11. Gaetano Pecoraro
    CASERTA – La Direzione dell’Asl Caserta ha dato mandato ai propri legali di denunciare per diffamazione a mezzo stampa il giornalista Gaetano Pecoraro, inviato de Le Iene, per un servizio andato in onda domenica 4 novembre 2018 su alcuni casi di presunta malasanità e nomine irregolari negli ospedali campani (guarda).
    Riporta la notizia Casertareport.it il 5 novembre 2018 (leggi)
  12. Silvia Bencivelli
    Il blogger Rosario Marcianò, è stato condannato a 8 mesi di carcere per aver diffamato la giornalista Silvia Bencivelli. Marcianò aveva insultato, offeso e minacciato la giornalista per un’inchiesta pubblicata sull’inserto Tuttogreen de La Stampa nel 2013 in cui si contestava la teoria delle cosiddette scie chimiche, definendola una bufala (leggi).
    La notizia è stata ripresa da Next Quotidiano il 6 novembre 2018 (leggi)
  13. Maria Fedota
    POTENZA – La giornalista Maria Fedota è stata assolta dal tribunale di Potenza dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del sindaco di Potenza Dario De Luca. Il primo cittadino aveva querelato la giornalista per un servizio radiofonico andato in onda a dicembre 2015, quando la giornalista svolgeva il suo tirocinio presso l’emittente Radio Potenza Centrale. Nel servizio aveva riferito di un presunto incontro tra il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e il sindaco De Luca per “pilotare” il dissesto del Comune di Potenza e far ricadere le responsabilità sull’ex primo cittadino, Vito Santarsiero. Secondo il Gup “Maria Fedota non disponeva di alcuna evidenza ‘controfattuale’ che potesse consentirle di ritenere che la fonte diretta dicesse il falso”.
    Riporta la notizia il 2 novembre 2018 la Nuova del Sud online (leggi)
  14. Antonello Caporale
    SALERNO – Il giornalista Antonello Caporale (Il Fatto Quotidiano) è stato prosciolto dal Gup del Tribunale di Salerno, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del governatore della Campania Vincenzo De Luca. De Luca lo aveva querelato dopo che Caporale lo aveva definito “impresentabile” e “incandidabile” durante una puntata de L’Aria che Tira andata in onda su La7 a maggio del 2016. Secondo il giudice non si tratta di un giudizio offensivo, il giornalista aveva riportato “testualmente quanto rappresentato dalla Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dall’onorevole Rosy Bindi nella comunicazione di maggio 2015 relativa alle elezioni regionali”.
    Riporta la notizia il Fatto Quotidiano il 31 ottobre 2018 (leggi)
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