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Sicilia. Nel 2018 intimidazioni a 34 giornalisti

I dati del monitoraggio di Ossigeno presentati il 13 dicembre a Palermo da Dario Barà, durante il corso di formazione ospitato a Villa Zito. Si è trattato di avvertimenti (67%), aggressioni (6%), azioni legali (14%). Vedi i grafici

La Sicilia è una delle regioni italiane in cui l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione ha registrato negli ultimi anni un’elevata percentuale di minacce, pressioni, intimidazioni nei confronti di giornalisti, blogger e operatori dell’informazione.

Nel 2018, in Sicilia, applicando il Metodo di fact-checking sviluppato e perfezionato negli ultimi anni da Ossigeno, l’Osservatorio ha verificato, accertato ha reso noti 15 attacchi a danno di 34 vittime e ha inserito i loro nomi nella sua Tabella pubblicata online (guarda). Essi rappresentano il 15 per cento delle vittime di episodi analoghi accertati a livello nazionale.

Il monitoraggio di Ossigeno ha così messo in luce quali attacchi ingiustificabili ai cronisti e alla libertà di stampa si sono verificati nel 2018 nel mondo dell’informazione in Sicilia, in una realtà come quella siciliana in fase di profondo mutamento: con i grandi gruppi editoriali in difficoltà e le piccole realtà giornalistiche locali che, spesso lottando per la sopravvivenza, cercano di raccontare, con un lavoro di cronaca minuzioso, nonostante le difficoltà, ciò che accade nelle aree più periferiche .

Ai 34 nomi di vittime accertate, occorre aggiungerne altri 89 di giornalisti vittime di casi di intimidazione o di abusi altamente probabili, che non è stato possibile verificare e accertare con il Metodo Ossigeno, per mancanza delle risorse economiche necessarie. Ossigeno ha segnalato questi episodi e allo stesso tempo, dall’inizio dell’anno, ha lanciato un SOS, ha rivolto un appello pubblico a tutte le istituzioni e alle organizzazioni che difendono la libertà di stampa, affinché affianchino Ossigeno nel lavoro di verifica e accertamento, al fine di valutare se sia necessario prendere delle iniziative per assistere le vittime.

Per quanto riguarda la Sicilia, fra il 2011 e il 2018 Ossigeno ha registrato i nomi di 331 giornalisti minacciati, pari a poco più del 10% dei 3134 giornalisti minacciati nell’intero territorio nazionale.

Va sottolineato che queste cifre mostrano soltanto ciò che Ossigeno è riuscito a documentare di un fenomeno che è molto più ampio. Si può dire che queste cifre mostrano solo la punta dell’iceberg, la parte “emersa” di un fenomeno che l’Osservatorio stima almeno 15 volte più grande.

Per quanto riguarda le tipologie di attacco, in Sicilia Ossigeno ha registrato un’alta percentuale di intimidazioni “tradizionali” come le telefonate o le lettere minatorie, l’invio di proiettili e tutte quelle tipologie di intimidazioni che rientrano nella fattispecie degli Avvertimenti. Nell’anno in corso rappresentano il 67,6% del totale, seguito dall’abuso di denunce e azioni legali (il 14,7%), i danneggiamenti (l’11,8%) e le aggressioni (il 5,9%).

Dietro questi numeri ci sono storie drammatiche, preoccupazioni, difficoltà, il calvario di persone in carne e ossa, le traversie che l’Osservatorio ha narrato via via in questi anni indicando allo stesso tempo i problemi e le dinamiche ricorrenti e i problemi irrisolti che essi sottendono, le misure necessarie per fermare questo vero e proprio macello che rende il lavoro dei cronisti un percorso ad ostacoli e, a volte, una missione impossibile. Di questo lungo elenco voglio ricordare soltanto alcuni nomi emersi da vicende recenti che tutti ricordiamo: Paolo Borrometi, Franco Oddo della “Civetta di Minerva” di Siracusa, Attilio Bolzoni e Giampiero Casagni, Salvo Palazzolo.

DB

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