Osservatorio

77 minacce accertate da Ossigeno nel primo trimestre 2020. Ecco i nomi

Fra l’1 gennaio e il 31 marzo 2020 in Toscana, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Piemonte, Lombardia, Marche, Puglia, Calabria, Friuli Venezia Giulia. Leggi i nomi dei cronisti presi di mira e i dettagli di ciascun episodio.

Dopo avere esaminato in dettaglio ciascun episodio e verificato i fatti, “Ossigeno per l’Informazione” ritiene che gli episodi di seguito descritti rappresentino ingiustificabili violazioni della libertà di espressione e di stampa e intimidazioni nei confronti dei giornalisti e blogger qui elencati. Ossigeno ha perciò aggiunto i nomi di questi 77 giornalisti e operatori dei media colpiti direttamente alla sua Tabella dei nomi delle vittime di 34 attacchi ingiustificabili, che contiene l’elenco completo delle vittime dal 2006 e oggi:

Antonio Passanese (Toscana)
Il giornalista del Corriere Fiorentino Antonio Passanese è stato aggredito a Firenze, il 31 marzo 2020, da un rider, un fattorino in bicicletta impeganto a consegnare dei prodotti a domicilio. Il giornalista è stato soccorso da due passanti e subito dopo da una pattuglia di carabinieri che sorvegliava la zona e ha identificato l’aggressore. L’aggredito è stato medicato al pronto soccorso dove è stata accertata la frattura di un dito, guaribile in 25 giorni.
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Stefano Andreone (Campania)
Il 30 marzo 2020 il giornalista Stefano Andreone, collaboratore del quotidiano Il Roma, ha ricevuto una telefonata minatoria dai parenti di un uomo che era deceduto per infezione da Coronavirus. “Appena posso uscire ti ammazzo”, ha urlato un uomo. Subito dopo ha ricevuto una seconda telefonata.
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Fotografo Agenzia Reporters (Piemonte)
TORINO – Il 24 marzo 2020, in un quartiere periferico di Torino, un fotografo dell’agenzia Reporters, che da anni collabora con il quotidiano La Stampa, è stato accerchiato, insultato e minacciato da alcuni ambulanti mentre stava facendo il giro dei mercati torinesi per realizzare un servizio fotografico su come i venditori ambulanti del settore alimentare avevano riorganizzato gli spazi di vendita dopo le disposizioni anti-contagio del governo. Si era avvicinato a un gruppo che protestava per la chiusura del mercato. Nonostante si fosse qualificato, alcuni, dopo averlo circondato, gli hanno sputato, strappato dalle mani la fotocamera, dalla quale hanno hanno rubato la scheda di memoria con le riprese effettuate. “Bastardo, ora per te finirà male,” gli hanno gridato.
Il fotoreporter è riuscito a riavere la fotocamera e se ne è andato. Ha denunciato l’aggressione alla Digos, che ora indaga.
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Fotografo e collaboratore Il Tirreno (Toscana)
Il 23 marzo 2020 a Livorno, in piazza Grande, un fotografo e un collaboratore de Il Tirreno sono stati insultati e aggrediti da un edicolante che, infastidito dalla loro presenza, ha provato a cacciarli via con un’asta di ferro. I due stavano realizzando un servizio sull’importanza e il prezioso contributo delle edicole all’informazione, durante l’emergenza Coronavirus. Un’indagine che il Tirreno sta facendo sulle varie edicole della città.
L’edicolante di piazza Grande però non ha gradito le domande e ha reagito subito in malo modo, non appena i due si sono presentati come giornalisti. L’uomo ha poi rivendicato il gesto su Facebook
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Marco Pasqua (Lazio)
“Marco Pasqua infame”. Questa scritta murale è apparsa Roma, ai primi giorni di febbraio 2020, in via De Lollis, nel quartiere San Lorenzo. A rendere noto l’accaduto, sul suo profilo Facebook, è stato lo stesso Marco Pasqua, giornalista del Messaggero.it e attivista impegnato nella difesa dei diritti di lesbiche, gay e trans. Pasqua ha spiegato di non avere presentato alcuna denuncia formale e che questo non é il primo episodio di intimidazione di questo tipo che subisce.
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Mimmo Rubio (Campania)
Il 17 febbraio 2020 il Gip del Tribunale di Napoli ha archiviato una querela per diffamazione presentata dall’ex sindaco di Arzano (Napoli), Fiorella Esposito, nei confronti del giornalista Domenico Rubio. La querela si riferiva ad alcuni post sul gruppo Facebook Arzano News, pubblicati dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale di Arzano per ingerenze da parte della criminalità organizzata. Lo scioglimento fu decretato il 20 maggio 2019.
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Alessio Lasta, operatore e redazione (Emilia Romagna)
“Vi faremo un c. così. Vi avverto, vi farò male. Vi colpirò politicamente. Da lunedì sparirete, tornerete nei meandri da cui siete venuti”. Il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, detto Naomo, ha reagito così, rivolgendosi sia ai consiglieri dell’opposizione che ai giornalisti del programma Piazzapulita che, il 23 gennaio 2020, avevano riproposto lo scoop contenente un’audio registrazione con la voce del vicecapogruppo della Lega in consiglio comunale, Stefano Solaroli.
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Giovanni Tizian, Stefano Vergine, Andrea Palladino, Marco Damilano (Lazio)
Il 20 febbraio 2020 il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, con parere conforme del pubblico ministero, ha archiviato una querela per diffamazione a mezzo stampa presentata da Roberto Fiore, leader del movimento di destra Forza Nuova. La querela era rivolta all’editore dell’Espresso, ai giornalisti Giovanni Tizian, Stefano Vergine, Andrea Palladino e al direttore Marco Damilano, in relazione alle affermazioni contenute nell’inchiesta dal titolo “Cassapound: così si finanziano i neofascisti” sul sistema di finanziamento dei partiti di estrema destra, pubblicata il 5 novembre 2017 dal settimanale.
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Clemente Pistilli (Lazio)
Il 28 febbraio 2020, Candido De Angelis, sindaco di Anzio (Roma), ha annunciato con un comunicato stampa di avere querelato per diffamazione il quotidiano La Repubblica e il giornalista Clemente Pistilli, autore di un articolo intitolato “La piovra del pontino, le amicizie pericolose tra politici e malavita”, pubblicato il 30 gennaio 2020. De Angelis contesta anche un successivo articolo, intitolato “Anzio, largo ai cambi di casacca da Fi a Renzi a sostegno della Lega”, pubblicato lo stesso giorno del suo annuncio di querela. L’autore è lo stesso giornalista. Secondo il sindaco le informazioni contenute in questi articoli non sono corrette.
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Gennaro Del Giudice (Campania)
Il 6 marzo 2020 a Pozzuoli, il giornalista Gennaro del Giudice, direttore del notiziario Cronaca Flegrea, è stato insultato e minacciato da un uomo, con precedenti penali per spaccio di droga, contro la cui auto ignoti avevano esploso tre colpi di arma da fuoco, distruggendo il lunotto posteriore e un finestrino anteriore. È accaduto nel quartiere Monterusciello, nella zona nota come i “600 alloggi”, dove è in corso da tempo una faida tra due clan criminali per il controllo della piazza di spaccio. A Monteruscello, un mese prima, un uomo è stato “gambizzato” ed è stata incendiata un’auto. Il giornalista ha presentato una denuncia, per le minacce ricevute, ai Carabinieri di Pozzuoli il 7 marzo 2020.
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Silvio Breci (Sicilia)
Il 29 febbraio 2020, il giornalista Silvio Breci – direttore responsabile di Webmarte.it – è stato insultato e minacciato su Facebook.
L’autore delle minacce sarebbe il padre di un ragazzo arrestato dagli agenti del commissariato di Lentini (Siracusa), in esecuzione di un ordine di estradizione in Svizzera.
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Francesco Vivenza (Piemonte)
Nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio, a Ciriè, in provincia di Torino, ignoti hanno dato alle fiamme l’automobile di Francesco Vivenza. Tra settembre e gennaio a Cirié erano già andate a fuoco decine di auto e un’azienda di vernici. Vivenza aveva documentato questa serie di episodi dai contorni ancora da chiarire pubblicando alcuni video sui social network.
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Sebastiano Vernazza e Mirko Graziano (Lombardia)
Due giornalisti della Gazzetta dello Sport, Sebastiano Vernazza e Mirko Graziano hanno querelato un blogger che nel 2016 aveva pubblicato un articolo contenente offese e insulti nei loro confronti. Dopo due anni, l’11 febbraio 2020, il Tribunale di Milano ha condannato il blogger a 4 mesi di reclusione per diffamazione. La pena rimarrà sospesa se, entro il 30 giugno 2020, egli risarcirà i due cronisti con la somma di 5 mila euro per ciascuno.
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Giuseppe Bommarito e editore (Marche)
Il 14 gennaio 2020 il Tribunale civile di Macerata ha rigettato la richiesta di risarcimento danni di 400mila euro per diffamazione a mezzo stampa avanzata nei confronti di Cronache Maceratesi e dell’avvocato Giuseppe Bommarito, collaboratore del giornale online.
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Redazione Metropolis (Campania)
Uno striscione contro il quotidiano Metropolis, la cui redazione si trova a Castellammare di Stabia, è stato affisso nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2020, a Casola di Napoli, sul muro esterno di un edificio scolastico. Recava la scritta: “Attacchi mediatici per scopi personali … mischiando sport e politica per vendere giornali”.
I tifosi del Casola hanno rivendicato la paternità del gesto sulla loro pagina Facebook.
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Marco De Marco, Nazareno Dinoi, Valentina Marzo, Gianmarco Di Napoli, Roberta Grassi, Giuseppe De Tommaso (Puglia)
Il 31 gennaio 2020 sette giornalisti pugliesi sono stati assolti dalla Corte d’Appello di Lecce, dopo essere stati condannati in primo grado dal Tribunale di Lecce, il 2 luglio 2015, con l’accusa di aver diffamato l’ex procuratore della Repubblica di Brindisi, Cosimo Bottazzi, ora sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Bari.
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Eugenia Fiore, 3 operatori
Il 14 febbraio 2020 la giornalista Eugenia Fiore e la troupe di Fuori dal Coro (Rete 4) sono stati aggrediti a Locri (Reggio Calabria) mentre realizzavano un servizio giornalistico sulle persone che percepiscono il reddito di cittadinanza senza averne dritto. Lo spunto era stato un’operazione della Guardia di Finanza che aveva individuato 237 persone, ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta, che percepivano quell’assegno mensile.
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Renato Piccoli, Francesco Lorusso (Puglia)
Il 4 febbraio 2020 il giornalista Renato Piccoli- TgR Puglia – e il suo operatore sono stati aggrediti a Bari nel quartiere Japigia durante la realizzazione di un servizio su un’operazione di controllo che i carabinieri stavano effettuando nel rione della città pugliese.
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Massimiliano Scagliarini, Giuseppe de Tommaso, Giuliano Foschini ed Ezio Mauro (Puglia)
Il 24 gennaio 2020 il tribunale di Bari ha archiviato una querela per diffamazione nei confronti dei giornalisti Massimiliano Scagliarini e Giuliano Foschini, rispettivamente redattori de La Gazzetta del Mezzogiorno e di Repubblica , e nei confronti di Giuseppe de Tommaso ed Ezio Mauro, che in qualità di direttori responsabili dei due quotidiani erano accusati di omesso controllo.
I giornalisti erano stati querelati il 7 novembre 2014 dall’ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, professor Massimo De Rienzo.
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Francesca Piccolo (Campania)
La mattina del 24 gennaio 2020 la giornalista Francesca Piccolo, collaboratrice del sito d’inchiesta Stylo24, ha trovato la propria auto danneggiata. La vettura era parcheggiata in strada, nei pressi della sua abitazione, a Pozzuoli (Napoli).
Francesca Piccolo ha trovato l’auto con il paraurti divelto dalla carrozzeria e ha presentato una denuncia per danneggiamento contro ignoti, al Commissariato cittadino.
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Daniele Camilli (Lazio)
La sera del 24 gennaio 2020, nelle campagne di Castel d’Asso (Viterbo), il giornalista di Tusciaweb, Daniele Camilli, è stato aggredito verbalmente da alcune persone che gli hanno intimato di andarsene e di cancellare le foto che aveva appena fatto. Le minacce sono state rivolte anche a due sindacalisti della Cgil che erano con lui e insieme a lui distribuivano volantini ai braccianti agricoli (in gran parte migranti stranieri) per informarli dei loro diritti.
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Eugenio Scalfari, Carlo Verdelli (Lazio)
A febbraio 2020 la Procura della Repubblica di Roma ha avviato un’indagine in relazione alle minacce recapitate nelle ultime settimane, con alcune lettere inviate da falsi indirizzi e una telefonata anonima, al quotidiano La Repubblica per minacciare il giornale e in particolare due giornalisti: il fondatore del giornale, Eugenio Scalfari, e il direttore Carlo Verdelli. Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha affidato le indagini alla Digos. All’attenzione degli investigatori ci sono sei buste sospette spedite, in alcuni casi, da indirizzi esteri.
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Giancarlo Izzo (Campania)
“Una palla alle spalle non te la toglie nessuno”: una lettera minatoria contenente un proiettile e questa frase minacciosa insieme con la copia stampata di un articolo pubblicato il giorno precedente è stata ritrovata nella cassetta della posta della redazione del quotidiano online Paesenews a Vairano Patenora, in provincia di Caserta.
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Luca Muzzioli (Emilia Romagna)
Gli avvocati della Volalto Caserta 2.0, società di volley femminile che milita in A1, hanno depositato, il 21 gennaio 2020, una querela nei confronti del giornalista Luca Muzzioli, da venti anni direttore del giornale online Volleyball. A renderlo noto è stato lo studio legale Maisto, che cura gli interessi del club campano, in un post apparso sul sito Volleypress.
Secondo quanto sostenuto dai legali, l’articolo dal titolo “La cubana Castaneda, cugina di Simon, apre una camera di conciliazione con la Volalto”, pubblicato il 21 gennaio 2020 da Volleyball, riporta “una serie di falsità ed è collegato al rapporto di denuncia penale già presentata nei confronti di altre persone”.
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Marco Damilano, Giovanni Tizian, Gloria Riva, Stefano Vergine, Leonardo Sisti, Paolo Biondani (Lazio)
Il 7 gennaio 2020 i giornalisti Marco Damilano, Giovanni Tizian, Gloria Riva, Stefano Vergine, Leonardo Sisti, Paolo Biondani de L’Espresso sono stati assolti con formula piena, dal Tribunale di Velletri, dall’accusa di diffamazione nei confronti di Giulio Centemero, Giancarlo Giorgetti e dell’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini, tutti esponenti della Lega, che li avevano querelati per diffamazione in relazione a cinque articoli, pubblicati sul settimanale tra giugno e luglio 2018. Gli articoli riferivano lo scandalo dei 49 milioni di rimborsi elettorali confiscati alla Lega e in gran parte spariti.
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Carlo Verdelli, Paolo Berizzi (Lazio)
Da un account twitter fittizio che si rifà al medico nazista Carl Clauberg, un anonimo ha postato insulti antisemiti e minacce rivolti contro la senatrice Liliana Segre, il direttore di Repubblica Carlo Verdelli e il giornalista Paolo Berizzi. Non l’ha fatto un giorno qualsiasi, ma il 27 gennaio 2020, nel Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto
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Klaus Davi (Calabria)
Il 31 dicembre 2019 a Platì (Reggio Calabria) sono stati lanciati dei sassi contro l’automobile di Klaus Davi. Gli autori del gesto sono ignoti ma l’intento intimidatorio
è evidente.
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Vittorio Brumotti, Vincenzo Rubano, cameraman (Lombardia)
Durante la realizzazione di un servizio sullo spaccio di dorga a Monza, Vittorio Brumotti e il cameraman che era con lui sono stati accoltellati. L’inviato di Striscia è stato colpito al petto. La coltellata non ha avuto gravi conseguenze perché l’inviato indossava un giubbotto antiproiettili. Invece il cameraman è stato ferito ad una gamba
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Pierpaolo Petino e Alessandro Carlos Jovane (Campania)
Pier Paolo Petino e Alessandro Carlos Jovane, dell’agenzia televisiva Videoinformazioni, il 13 gennaio 2020 sono stati aggrediti all’esterno dell’ex cava Giglio di San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, mentre effettuavano le riprese – da fornire al Corriere Tv – di una discarica sotterranea individuata nell’area e oggetto di accertamenti da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
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Claudia Cernigoi (Friuli Venezia Giulia)
Quattro agenti le hanno ingiunto di lasciare una conferenza per problemi di ordine pubblico segnalati dagli organizzatori.
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Mimmo Rubio (Campania)
Ad Arzano (Napoli), nella tarda mattinata del 9 gennaio 2020, mentre scattava delle foto per documentare il degrado della villa comunale, il giornalista Mimmo Rubio è stato bloccato fisicamente, insultato e schiaffeggiato da un uomo che si è avvicinato all’improvviso e ha agito senza dire chi era né perché interveniva. Rubio lo ha fotografato mentre si allontanava, poi ha consegnato le foto ai carabinieri.
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Anna De Feo, Orazio Corbaccio (Puglia)
Anna De Feo, redattrice di Telenorba, e il suo operatore, Orazio Corbaccio, sono stati minacciati e spintonati sulla strada pubblica che porta alla stessa villa. “Se non te ne vai, fai la fine di quello di ieri” (in riferimento all’aggressione a Orlandini avvenuta il giorno prima, ndr).
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Marcello Orlandini (Puglia)
Il giornalista Marcello Orlandini, direttore di Brindisireport, è stato preso a calci e spintoni da un gruppo di uomini all’esterno di una villa dove era da poco avvenuto un omicidio. Orlandini si è fatto medicare all’ospedale di Ostuni.
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Wendy Elliot, videomaker (Lazio)
«Non puoi fare le riprese! Vuoi vedere che ti spacco la telecamera?», ha intimato Andrea Antonini, vicepresidente di Casapound alla giornalista Wendy Elliot e a una videomaker dell’agenzia di stampa LaPresse. Antonini ha colpito la telecamera, ma altri due manifestanti lo hanno trattenuto e fatto allontanare.
E’ accaduto il 7 gennaio 2020, davanti alla sede del Movimento sociale italiano di via Acca Larentia, durante la manifestazone organizzata per commemorare i due giovani attivisti del Fronte della Gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 nello stesso luogo.
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